Castelmagno, il recupero dell'auto e nel riquadro Marco Appendino (Ansa/Instagram)
Castelmagno, il recupero dell'auto e nel riquadro Marco Appendino (Ansa/Instagram)

Cuneo, 12 agosto 2020 - Erano andati a vedere le stelle cadenti, ma la gita serale si è trasformata in tragedia. E' pesantissimo il bilancio dell'incidente avvenuto nella notte a Castelmagno, in provincia di Cuneo. Una Land Rover Defender, con 9 giovanissimi a bordo (anche se l'auto era omologata per sei persone), è finita fuori strada mentre percorreva la direttrice che dal santuario locale porta al passo della Crocetta, a quota 1.900 metri in prossimità del rifugio Maraman, nelle Alpi Cozie meridionali. Cinque i morti: il conducente di 24 anni e quattro ragazzini tra gli 11 e i 17 anni. Feriti gli altri quattro ragazzi, due sono in gravi condizioni (uno è stato trasportato in elicottero al Cto di Torino).

Castelmagno, i vigili del fuoco sul luogo dell'incidente (Twitter)

Da quanto si è appreso, il gruppo stava rincasando intorno alla mezzanotte dopo una serata trascorsa all'Alpe Chastlar, a guardar le stelle da uno dei punti più panoramici dell'alta Valle Grana. Il veicolo stava procedendo in discesa quando, forse per una manovra sbagliata o per una distrazione, è uscito di strada all'altezza di un tornante finendo nel precipizio.

A dare l'allarme altri ragazzi che, a bordo di una seconda auto, hanno visto dietro di loro il fuoristrada precipitare lungo i pendii della zona. Terribile la scena che si sono trovati di fronte i soccorritori al loro arrivo: i ragazzi sono stati sbalzati fuori dall'abitacolo. "È stato un intervento tragico - ha spiegato Vincenzo Bennardo, comandante dei vigili del fuoco di Cuneo -. Avevamo notizie frammentarie e confuse, sapevamo soltanto di un'auto fuori strada - Quando le nostre squadre sono arrivate sul posto, purtroppo, per cinque di loro non c'era più nulla da fare".

Chi sono le vittime

Le vittime, morte sul colpo, sono Marco Appendino di 24 anni, i fratelli Nicolò ed Elia Martini, di 17 e 11 anni, Camilla Bessone di 16 anni e Samuele Gribaudo di 14 anni. Erano tutti residenti nel Cuneese ed erano in villeggiatura con le loro famiglie nella borgata Chiotti di Castelmagno.

La mamma

Disperata la mamma di Elia e Nicolò, i due fratelli morti nel tragico incidente. "Non ho parole, erano i miei ragazzi... perché?". La donna singhiozzo all'uscita del cimitero di Cuneo, dove ha appena dato l'ultimo saluto ai figli. Abbraccia i tanti amici e parenti che cercano di darle inutilmente conforto. Accanto il papà, le mani tra i capelli e gli occhi gonfi di pianto.

Il sindaco: "Perso il 50% dei nostri giovani"

"In una notte abbiamo perso il 50% dei giovani del nostro Comune. Quindici giorni fa avevamo fatto una bella foto, c'erano tutti gli abitanti di questa frazione: mi creda, è agghiacciante vederla, si può dire che è tagliata in due", dice Alberto Bianco, sindaco di Castelmagno. Il paese dell'alta Valle Grana conta 54 abitanti. "E' una di quelle tragedie che succedono non perché i ragazzi hanno bevuto, ma per una distrazione - spiega il primo cittadino all'AdnKronos -. Me lo hanno assicurato i carabinieri. Quel 'defender', su una strada sterrata, forse avrà fatto i 15 chilometri orari: sono strade che loro conoscevano molto bene, che facevano tutti i giorni per portare le mucche al pascolo. Quei ragazzi poi li conoscevo personalmente, giovani bravissimi, lavoratori".  

Bianco si sente in parte responsabile di quello che è accaduto. "Me ne assumo le colpe indirettamente perché io rappresento lo Stato - continua -: mi sento responsabile, ma anche impotente. Non sto scaricando le colpe, ma questo è un Comune di 54 abitanti che ha 25-30 chilometri di strade da tenere in ordine con pochissimi trasferimenti dallo Stato e mi rendo conto diverse volte la segnaletica è carente. In questo caso mi sento colpevole, bastava un cartello che segnalasse la curva e forse non sarebbe successo. Se fossi ricco, metterei cartelli di tasca mia, ma sono un insegnante, faccio il sindaco gratuitamente così come lo fanno l'assessore e i consiglieri".