Roma, 11 dicembre 2018 - Un vasto incendio è divampato intorno alle 4.30 in un capannone di circa 2.000 metri quadrati adibito a deposito rifiuti nell'impianto Tmb dell'Ama di via Salaria a Roma. Una densa e alta colonna di fumo si è sollevata dalla struttura, mentre l'odore acre di bruciato ha invaso perfino il centro della Capitale. Diverse squadre dei vigili del fuoco hanno lavorato tutta la mattina per riuscire a domare le fiamme. I carabinieri indagano sulle possibili cause, la Procura ha aperto un fascicolo per disastro colposo. Nel pomeriggio si è appreso che le telecame di sorveglianza Tmb Salario, usate anche sulla vasca di ricezione dei rifiuti indifferenziati andata a fuoco nella notte, non erano in funzione dal 7 dicembre scorso. Ad appurarlo i pm nel sopralluogo di questa mattina sul luogo del rogo. L'incendio è divampato in un'area non accessibile dall'esterno. 

ALLARME NUBE - Sul posto è arrivato il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, oltre ai responsabili locali del settore, l'assessore comunale Pinuccia Montanari e quello regionale Massimiliano Valeriani. I tecnici dell'Arpa Lazio sono impegnati a monitorare la qualità dell'aria, mentre l'Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale ha messo in funzione anche "una centralina mobile per l'eventuale rilevazione della presenza di diossina". "In attesa dei dati delle misurazioni dell'aria da parte di Asl e Arpa Lazio, le raccomandazioni sono di chiudere le finestre laddove si percepisce odore, ma soprattutto evitare attività all'aria aperta ed evitare di consumare prodotti colti nell'area circostante all'incendio", ha fatto sapere il Campidoglio in una nota.

"IMPIANTO DA CHIUDERE" - Su Twitter si è già levato un coro di critiche sulla mancata chiusura dell'impianto, già finito al centro di contestazioni da parte dei cittadini di Villa Spada, Fidene, Serpentara e Colle Salario. Secondo loro l'impianto andrebbe fermato, perché è "un'emergenza nazionale", e che poche settimane fa è stato "bocciato" anche dall'Arpa. E, questa mattina, è arrivato per un sopralluogo anche il pm Carlo Villani, titolare del fasciolo sul Tmb aperto dopo l'esposto dei residenti per la puzza.

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Protestano le opposioni, dal FI al Pd e Fratelli d'Italia. Polemico anche l'Usb di Roma. Da anni l'Unione Sindacale di Base sta denunciano ad azienda, Comune e organi di controllo, una gestione pericolosa dell'impianto - scrive il sindacato in una nota -. Dopo la chiusura di Malagrotta tutti gli impianti Ama si sono trasformati in siti di stoccaggio dei rifiuti, da avviare alla trasferenza in altri siti fuori Roma. Questa attività, oltre a creare pericolose discariche in prossimità dei centri abitati, ha ridotto notevolmente la capacità e la qualità del trattamento dei rifiuti fino a trasformare gli impianti TMB in bombe ambientali per i residenti e per i lavoratori che operano all'interno". 

COSTA - Ma è proprio il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, a pronunciare in conferenza stampa una frase sibillina che non spegne le polemiche. "Guarda caso quando qualcuno prova a sistemare qualcosa parte un incendio - dice -: non faccio sillogismi, lasciamo lavorare la Procura, ma ho il dovere di essere 'scocciato', anche perchè dobbiamo dare una risposta ai cittadini".

L'APPELLO - Intanto la sindaca Virginia Raggi ha lanciato un appello "a tutte le città del Lazio e le altre regioni per collaborare in questo momento soprattutto alla vigilia di Natale per risolvere temporaneamente e nel minor tempo possibile questa situazione" dei rifiuti. Richiesta di aiuto ripresa anche dal ministro Costa e rivolta "a tutte le regioni".

Il governatore della Regione, Nicola Zingaretti, ha già fatto sapere "si tratta di ricollocare un quantitativo molto importante di materiale" ma che "il Lazio farà di tutto per aiutare la Capitale".