Pescara, 1 agosto 2021 - Scene di panico  a Pescara per un incendio che oggi ha devastato la zona sud della città, mentre con il passare delle ore altri focolai si sono registrati a nord. Le fiamme hanno raggiunto le abitazioni.  Una trentina gli intossicati, tra loro anche una bambina, in venti si sono rivolti al pronto soccorso. Il sindaco Carlo Masci risponde nel primo pomeriggio dal centro del rogo, nella pineta dannunziana, in sottofondo si sentono un canadair e due elicotteri in azione. "Abbiamo evacuato centinaia di persone - spiega -. La gente ha reagito con compostezza ma ci sono state scene di panico. L'incendio, che si è sviluppato verso le tre del pomeriggio, ha messo in fuga anche i bagnanti dalle spiagge". Ci sono 35-36 gradi con un forte vento, che spinge i lapili e così il fuoco si riaccende. Ancora non è possibile sbilanciarsi sulle cause e nemmeno sulla stima dei danni, "per la città sono incalcolabili", è la prima valutazione del sindaco. Che  osserva: "Una cosa del genere a Pescara non si era mai verificata. L'incendio ha aggredito proprio la pineta, 35 ettari nel centro della città. Il nostro polmone verde, la nostra storia. Per questo abbiamo dovuto evacuare interi condomini, in tutto diverse centinaia di persone, era indispensabile metterle in sicurezza".  Ma con il passare delle ore la situazione si è  addirittura complicata. "Sono appena partiti dei focolai nella zona nord, a una decina di chilometri da qui", è l'aggiornamento del primo cittadino in serata. Più tardi la scoperta, "abbiamo capito l'origine di quegli incendi, erano andate a fuoco due auto". Dove passeranno la notte gli sfollati? "Abbiamo fatto convenzioni con alberghi e in più abbiamo attrezzato palazzetti dello sport inutilizzati perché le scuole sono chiuse - fa sapere Masci -.  Anche perché gli hotel in questo periodo sono pieni di turisti. Ma penso che tanti cittadini rincaseranno". Alle 20 l'incendio è stato domato. Alla fine sono rimaste fuori casa 60 persone, 33 sono le suore di un convento francescano. "Nel pomeriggio - spiega il sindaco - è stata anche interrotta per precauzione la circolazione sulla linea ferroviaria, 250 viaggiatori sono stati soccorsi dalla protezione civile". Altri  roghi sono partiti  dalla costa dei trabocchi, da San Vito a Fossacesia. Tutto l'Abruzzo è stato interessato da 25 incendi, nelle province di Pescara, Teramo e Chieti. Tra i comuni colpiti anche Farindola, con 50 sfollati, il paese della strage di Rigopiano. Il presidente della Regione Marco Marsilio non sembra credere al fato. E dopo la riunione in prefettura dichiara: "Abbiamo avuto, come dire, un attacco sistematico con decine di focolai in tre province. Ovviamente non è per niente casuale ed è inutile sperare che si tratti solo di casualità, di natura. Quando accade questo nei giorni di maggior caldo e vento e in maniera così sistematica e scientifica, in punti di difficile accesso e difficili da spegnere, è chiaro che dietro c’è quasi sempre la mano dell’uomo".