L'incendio di lunedì scorso a Castel Fusano (Lapresse)
L'incendio di lunedì scorso a Castel Fusano (Lapresse)

Roma, 19 luglio 2017 - Torna l'incubo incendi a Castel Fusano. Dopo il maxi rogo di lunedì, con oltre 40 ettari di verde bruciati, case evacuate e fumo in spiaggia, nuovi focolai sono divampati all'interno della pineta alle porte di Roma. A causa dell'incendio il traffico è stato in parte interrotto: il fumo sprigionato dai nuovi roghi ha portato ad una parziale chiusura delle corsie centrali di via Cristoforo Colombo, tra piazzale Colombo e via di Casal Palocco. A darne notizia è la polizia di Roma Capitale su Twitter. Sul posto sono presenti uomini e mezzi dei Vigili del Fuoco e della Polizia Locale di Roma Capitale.

Per il rogo di lunedì scorso è stato arrestato un idraulico di 22 anni, originario di Busto Arsizio ma residente a Ostia, sorpreso mentre appiccava le fiamme con alcuni fazzoletti di carta e due accendini. Un'altra persona è stata fermata oggi. Decine di persone hanno dovuto abbandonare le loro case, per il troppo fumo che ha inghiottito i quartieri che costeggiano il polmone verde del litorale romano. Sono giorni che il Centro Sud lotta contro l'emergenza incendi. In Campania, nello stesso giorno del rogo a Castel Fusano, gli incendi hanno causato la prima vittima: a Giugliano, in provincia di Napoli, un commerciante di 53 anni titolare di un'attività commerciale,  è morto precipitando dal tetto del suo capannone. L'uomo vi era salito preoccupato per le fiamme che si stavano propagando. 

"Quello che sta accadendo è uno sconcio che offende tutti i cittadini italiani e del Mezzogiorno, in larga parte voluto in modo doloso", ha commentato, a proposito dell'emergenza, il ministro del Mezzogiorno, Claudio De Vincenti. "Il Governo - ha detto oggi a Napoli - sta elaborando alcune norme con carattere d'urgenza che avviano un percorso". Per De Vincenti l'obiettivo è "tagliare le unghie agli speculatori e agli estorsori. Le organizzazioni criminali non la spunteranno".


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Per spegnere gli incendi su tutto il territorio nazionale "abbiamo a disposizione una flotta nazionale di tutto rispetto, composta da 35 mezzi", ha detto oggi il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, nel corso di un'audizione davanti alla Commissione Ambiente del Senato. Curcio ha precisato che si tratta di 16 aerei Canadair, due dei quali finanziati dall'Unione europea, 3 elicotteri S64, che sono dei mezzi molto importanti, ai quali si aggiunge un altro S64 di riserva, 4 elicotteri delle forze armate, 12 dei vigili del fuoco, di cui 4 dedicati esclusivamente allo spegnimento degli incendi e 8 utilizzabili sia per lo spegnimento degli incendi sia per altre necessità". Curcio ha poi aggiunto che tale flotta era composta da 33 mezzi lo scorso anno, da 26 mezzi nel 2015 e da 24 mezzi nel 2014, mentre nel 2007 era di 42 mezzi e nel 2008 di 39, ma si trattava di anni in cui le risorse a disposizione erano diverse.

Curcio lancia anche un appello: "La legge quadro 353 sugli incendi boschivi del 2000 era innovativa. Prevedeva che ci fosse un finanziamento da parte dello Stato per l'attività di prevenzione. Quel finanziamento si è negli anni assottigliato fino a essere nullo. Credo che un segnale, se possibile, sarebbe positivo: la prevenzione è collegata alle risorse, alla pulizia del sottobosco e di altre aree, all'organizzazione di attività di vigilanza".