29 mar 2022

Incendi da Longarone alla Campania. Più di mille roghi, aspettando la pioggia

I sindaci: "Ora la montagna è più esposta al rischio frane"

rita bartolomei
Cronaca
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Da Longarone alla Campania, l'Italia va a fuoco

Roma, 29 marzo 2022 - Siccità da mesi, l'Italia va a fuoco, da Longarone alla Campania.  Dal 1 gennaio oltre mille incendi -1.040 nella stima dei vigili del fuoco - hanno devastato i boschi, soprattutto tra Nord e Centro. Tra i roghi più estesi quello di Longarone, che ha mandato in cenere 600 ettari di montagna. E continua a bruciare l'Altopiano di Asiago. Nell'ultimo, a Foza, gli abitanti hanno raccontato di aver sentito botti, forse proiettili della Prima guerra mondiale che erano ancora inesplosi, è stato ipotizzato. Ma è tutto da verificare. La certezza, invece, è che queste sono le montagne già devastate dalla tempesta Vaia. Oltre 100 i focolai registrati nel Lazio, 70 in Campania.

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Paura a Longarone

Il sindaco di Longarone, Roberto Padrin, non si capacita. Mentre i soccorritori sono ancora impegnati sul fronte incendi, e restano focolai aperti, osserva: "Non è che gli incendi partano da soli. I danni li calcoleremo quando sarà tutto finito. Bisogna valutare se è stata toccata qualche abitazione di montagna. Il grandissimo lavoro di questi giorni, tra vigili del fuoco, protezione civile e servizi forestali regionali, dovrebbe averci salvato". Ma la paura è stata tanta, "il fuoco ha minacciato un paese intero, è arrivato a duecento metri da Fortogna, a duecento metri dal cimitero delle vittime del Vajont". "Saremo tranquilli solo quando arriverà la pioggia - è la conclusione del sindaco -. La siccità di questo periodo è paurosa, dura da oltre 4 mesi". E per trovare un precedente di questa portata in zona, bisogna tornare indietro di vent'anni.

Rischio frane

Ma il problema più serio in prospettiva, ragiona il sindaco di Longarone, riguarda le frane.  Più che una previsione, un certezza: "Quando arriveranno le piogge, venendo a mancare gli alberi, ci troveremo scoperti".

Fumo e acqua non potabile

A Ponte nelle Alpi, fa sapere il sindaco, "l'acqua non è ancora potabile. Da lì è partito l'incendio di Fortogna. Ancora oggi, se fai la doccia, si sente odore di fumo".

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Numeri choc

Dalle stime dei vigili del fuoco, sono 1.040 i roghi che hanno devastato l'Italia dal 1 gennaio ad oggi. Numeri choc anticipati da Gianfilippo Micillo, responsabile del settore. In fumo 3mila ettari di bosco. In 140 casi, i roghi hanno richiesto l'intervento dei mezzi dello Stato, i Canadair e i potenti Erickson S64, in grado di trasportare fino a 10mila litri d'acqua.

Tra le regioni più colpite la Lombardia, con 70 incendi a gennaio, 115 a febbraio, 140 a marzo. Ma questo mese le fiamme non hanno risparmiato nemmeno il Centro e il Sud, oltre 100 gli episodi registrati in Lazio, 70 in Campania. Dati anomali, rispetto alla media stagionale. Al lavoro per contenere i danni vigili del fuoco, volontari di protezione civile, forestali e comunità montane.

Grande guerra, trincee e precauzioni

Ma come si interviene quando scoppia un incendio in una zona dove si è combattuta la Prima guerra mondiale e dove ancora si trovano armi e trincee? Si lavora prima di tutto dall'alto, con Canadair e Erickson, fanno sapere i vigili del fuoco. Non si mandano mai le squadre a terra, per precauzione.

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