Roma, 31 luglio 2021 - Il Sud Italia brucia senza sosta. Dopo la Sardegna, ora è la Sicilia a essere stata investita da violenti incendi complice anche la forte ondata di caldo. La più colpita è la provincia di Catania, dove nel corso della notte i Vigili del fuoco sono dovuti intervenire sia nelle zone montane sia nelle località balneari, messe sotto assedio da numerosi roghi di matrice dolosa. 

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Tratte in salvo via mare 150 persone, rimaste bloccate dai roghi in due delle zone marinare di villeggiatura: i residenti dei villaggi 'Primosole' e 'Azzurro' per fuggire al fuoco si sono diretti verso la spiaggia dove sono state soccorsi dalla Guardia costiera prima con gommoni e poi trasbordati su alcune motovedette. Alcuni hanno perso la casa e saranno ospitati nel Palazzetto dello sport di piazza Spedini messo a disposizione dal Comune. Chiuso per alcune ore l'aeroporto internazionale di Catania-Fontanarossa

Le fiamme si sono originate anche in prossimità dei monti Climiti. Ed è emergenza anche in provincia di Siracusa: particolare timore hanno suscitato i roghi a Francofonte, Buccheri e Augusta dove le fiamme hanno minacciato le abitazioni, tanto che in qualche caso è stato necessario evacuarle. La situazione più drammatica ad Agnone Bagni dove le fiamme sono divampate vicino alle zone balneari di Costa Gaia e Baia del sole. Anche qui molti villeggianti sono stati messi in salvo via mare dalla Guardia costiera. Il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, ha spiegato che saranno inviate "squadre da altre regioni e ci sarà il raddoppio dei turni da parte dei vigili del fuoco che hanno messo a disposizione più squadre". Inoltre per rispondere all'emergenza in Sicilia "ci sarà poi un decreto". 

Ma, nelle ultime 24 ore, sono stati oltre 800 gli interventi dei pompieri: 250 in Sicilia (di cui 170 solo in provincia di Catania), 130 in Puglia e Calabria, 90 nel Lazio e 70 in Campania

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E ancora difficile la situazione in Sardegna. Al nono giorno del rogo che ha devastato il Montiferru e la Planargia, nell'Oristanese si rilevano ancora riaccensioni nel perimetro del fuoco e resta alto l'allarme. Dopo una notte pressoché tranquilla, col salire della temperatura stamane le fiamme si sono levate alte. Sei i focolai censiti dalla centrale operativa della Forestale alle 10. I tre più preoccupanti sono ripresi tra Santu Lussurgiu e Cuglieri, e tra questi quelli a Casteddu Etzu e Sa Tiria.