Contagi sul posto di lavoro (Imagoeconomica)
Contagi sul posto di lavoro (Imagoeconomica)

Roma, 24 settembre 2021 - Da inizio pandemia i contagi Covid 19 segnalati sul lavoro sono stati quasi 180.000. Secondo i dati dell'Inail le denunce di infezioni sul posto di lavoro arrivate tra fine giugno e fine agosto sono state 3.067. L'Istituto spiega che primi otto mesi di quest'anno i casi sono calati del 40% rispetto allo stesso periodo del 2020. Mentre i decessi da inizio pandemia sono 747.

Le denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19 pervenute all'Istituto da inizio pandemia a fine agosto sono 179.992, meno di un quinto del totale delle denunce di infortunio pervenute da gennaio 2020, e pari al 4% del totale dei contagiati nazionali comunicati dall'Istituto superiore di sanità (Iss) alla stessa data.

Nel 2020, con 147.715 infezioni totali denunciate, si aveva l'82% degli infortuni da Covid-19 pervenuti da inizio pandemia, con al top per numero di casi i mesi di novembre (40.359 denunce) e marzo (28.646). Mentre nel 2021, con 32.277 contagi denunciati in otto mesi, si è avuto il restante 18%. 

Infatti da febbraio di quest'anno il fenomeno è in significativa discesa: con 228 casi di giugno, ma ancora provvisori, si avrebbe il minor numero di contagi mensili registrati dall'anno scorso, decisamente inferiore anche al precedente minimo osservato a luglio del 2020, cioè poco più di 500 casi. 

Le 747 morti denunciate all'Inail sono circa un terzo del totale dei decessi complessivi sul lavoro denunciati all'Istituto da gennaio 2020, con una incidenza dello 0,6% rispetto al complesso dei deceduti nazionali comunicati dall'Iss alla stessa data. 

Nel 2020 sono stati 548 decessi da Covid-19, cioè il 73,4% di tutti i casi mortali da contagio sul lavoro arrivati fino al 31 agosto di quest'anno: il mese di aprile ha il primo posto per numero di deceduti, 194, seguito da marzo con 139. 

Meglio anche qui il 2021, che con 199 decessi nei primi otto mesi, al momento pesa invece per il 26,6% sul totale dei decessi segnalati sul lavoro.

L'analisi territoriale evidenzia una distribuzione delle denunce del 42,7% nel Nord-Ovest (prima la Lombardia con il 25,3%), del 24,6% nel Nord-Est (Veneto 10,6%), del 15,2% al Centro (Lazio 6,7%), del 12,7% al Sud (Campania 5,8%) e del 4,8% nelle Isole (Sicilia 3,2%). Le province con il maggior numero di contagi da inizio pandemia sono quelle di Milano (9,6%), Torino (7,0%), Roma (5,3%), Napoli (3,9%), Brescia, Verona e Varese (2,5% ciascuna), e Genova (2,4%). 

I casi di decessi sono in maggioranza di uomini (83,1%) e i lavoratori nelle fasce di età 50-64 anni (71,5%), over 64 anni (18,9%) e 35-49 anni (8,9%), mentre tra gli under 35 si registra solo lo 0,7% dei morti. 

Nei contagi sul lavoro da Covid-19 il rapporto tra i generi si inverte: la quota femminile sul totale delle denunce è pari al 68,5%. Il numero delle lavoratrici contagiate supera quello dei lavoratori in tutte le regioni, a eccezione della Calabria, della Sicilia e della Campania, dove l'incidenza delle donne sul complesso delle infezioni di origine professionale è, rispettivamente, del 47,9%, del 46,1% e del 44,3%. 

L'età media dall'inizio dell'epidemia per i contagiatio è di 46 anni, in entrambi i sessi, mentre è 58 e mezzo per i deceduti (57 per le donne, 59 per gli uomini). 

L'86,4% delle denunce riguarda lavoratori italiani, mentre il restante 13,6% sono stranieri, concentrati soprattutto tra i lavoratori rumeni (20,9% dei contagiati stranieri), peruviani (12,7%), albanesi (8,1%), moldavi (4,6%) ed ecuadoriani (4,1%). 

Più di nove morti su 10 sono italiani (90,6%), mentre la comunità straniera con più decessi denunciati è quella peruviana (con il 15,7% dei casi mortali dei lavoratori stranieri), seguita da quelle albanese (12,9%) e rumena (8,6%). 

Il 96,9% dei contagi e l'88% dei decessi riguarda l'Industria e servizi, con i restanti casi distribuiti nelle gestioni assicurative per Conto dello Stato (amministrazioni centrali dello Stato, scuole e università statali), Agricoltura e Navigazione. 

Circa tremila le infezioni di origine professionale di insegnanti, professori e ricercatori di scuole di ogni ordine e grado e di università statali e private.