Viviana

Ponchia

Tante tutte assieme magari no perché fa subito golpe, anche se sono giacche da cuoco. Le divise vanno prese una alla volta come un romanzo di Liala, senza vergogna. E ringraziate. Il bisogno di protezione non c’entra (quantunque ogni tanto perché no). E nemmeno la vocazione autolesionista alla sottomissione. Il punto è che in un mondo pieno di incertezze e millantatori un uomo in uniforme risparmia un sacco di delusioni: sai subito chi è e cosa ha fatto per diventarlo, il margine di errore resta ma si restringe. La divisa rassicura come tutti i clichè, è fantasia con il paracadute.

Il pilota in doppio petto con i Ray-Ban a goccia, per esempio, l’unico in grado di fare passare la paura di volare. Il pompiere che esce sudato dalle fiamme per entrare nei calendari a scopi benefici. Le tre declinazioni dell’autorità – da scegliere a piacere se piace il genere – incarnate da carabiniere, poliziotto e finanziere. E il medico, a parte il dottor House che non vuole saperne del camice. Il prete in bicicletta con la tonaca al vento. Carlo Cracco imperiale con la "toque blanche" in testa. Il 14 agosto del 1945 il fotografo Eisenstaedt immortalava un marinaio e un’infermiera in uno dei baci più famosi di sempre. Uno scatto in bianco e nero, unico, rubato durante i festeggiamenti in Times Square per la fine della seconda guerra mondiale. Era la storia raccontata in due divise (anche le donne le portano e non sono meno esplicite), non restava niente da aggiungere.