Una protesta dei tassisti di Napoli per il. sostegno economico alla categoria, messa in crisi dalla pandemia da Covid
Una protesta dei tassisti di Napoli per il. sostegno economico alla categoria, messa in crisi dalla pandemia da Covid
di Antonio Troise È il giorno della "serrata" dei tassisti. Presidi, cortei, volantini. E macchine bianche rigorosamente off limits dalle 8 alle 22. L’appuntamento principale è a Roma, dove si ritroveranno in corteo i tassisti prevenienti da tutte le città. Un serpentone di vetture che attraverserà le vie della Capitale per raggiungere piazza Venezia. Insomma, oggi sarà ancora più difficile del solito muoversi in città. Tutta "colpa" del disegno di legge sulle liberalizzazioni e, in particolare, del capitolo che il governo Draghi ha voluto dedicare al trasporto pubblico non di linea. In sostanza, quello assicurato dai tassisti e dalle diverse piattaforme che offrono servizi...

di Antonio Troise

È il giorno della "serrata" dei tassisti. Presidi, cortei, volantini. E macchine bianche rigorosamente off limits dalle 8 alle 22. L’appuntamento principale è a Roma, dove si ritroveranno in corteo i tassisti prevenienti da tutte le città. Un serpentone di vetture che attraverserà le vie della Capitale per raggiungere piazza Venezia. Insomma, oggi sarà ancora più difficile del solito muoversi in città.

Tutta "colpa" del disegno di legge sulle liberalizzazioni e, in particolare, del capitolo che il governo Draghi ha voluto dedicare al trasporto pubblico non di linea. In sostanza, quello assicurato dai tassisti e dalle diverse piattaforme che offrono servizi più o meno simili. Un provvedimento che i 40mila e passa "padroncini" di taxi non solo non hanno gradito ma che hanno deciso di contestare a modo loro, alzando la voce con blocchi e scioperi.

Una replica del film già visto in passato, prima con le "lenzuolate" di Bersani e poi con i provvedimenti dell’austero premier dei sacrifici, Mario Monti. In entrambi i casi la montagna partorì un topolino e i tassisti riuscirono a difendere il loro fortino. Vedremo se il provvedimento firmato da Mario Draghi avrà miglior fortuna.

Per ora a pagare il primo prezzo della liberalizzazione prossima-ventura saranno i cittadini. È vero che saranno in ogni caso garantiti, gratuitamente, i servizi per le fasce protette di anziani e disabili. Le auto della Centrale radiotaxi "La Partenope" esporranno, ad esempio, adesivi con la scritta: "Questa vettura è adibita a servizi emergenziali per disabili e servizi ospedalieri, Il servizio è gratuito". Poi, però, davanti alle stazioni ferroviarie e agli aeroporti, sulle macchine bianche e sugli striscioni ci sarà un Qrcode che, una volta inquadrato, spiegherà agli utenti le ragioni della protesta.

"Con il disegno di legge si tradisce un accordo per avvantaggiare le multinazionali – spiegano in coro le sigle sindacali di categoria (Fita-Cna, Ascom Taxi, Uiltrasporti, Unica-Cgil e Uritaxi) – Noi risponderemo con manifestazioni unitarie ad oltranza". Del resto, insiste Maurizio Lago, della Uiltrasporti laziale, "la direttiva Bolkstein sulla concorrenza, alla quale fa riferimento il governo, esclude I taxi proprio perché considerati come servizio pubblico essenziale. Stiamo rivivendo situazioni già vissute nel passato ma anche questa volta non arretreremo".

Nel mirino la delega al governo per il riordino dei servizi di mobilità urbana non di linea che prevede, tra l’altro, la regolazione dei servizi tipo Uber e una riforma delle licenze Taxi e Ncc per garantire al consumatore prezzi più bassi.

Diventerà più semplice anche il conferimento delle licenze: il governo dovrà infatti adeguare l’offerta di servizi alle nuove forme di mobilità esistenti che utilizzano app e piattaforme tecnologiche.

Tutt’altra, invece, la versione dei tassisti. "Non possiamo permettere di lasciare il trasporto pubblico in mano alle potenti multinazionali estere e non permetteremo che venga anteposto il principio che le persone devono essere succubi degli algoritmi, trasformando i lavoratori in merce digitale". Poi, l’affondo finale: "Sciopero perché sono stufo di pagare le tasse che evadono le multinazionali".

Le iniziative di protesta – spiegano ancora i sindacati dei taxi – proseguiranno fino a quando "l’articolo 8 del ddl concorrenza non sarà ritirato e non saranno emanati i decreti attuativi della legge 12 del 2019".