Un’infermiera inietta una dose di vaccino anti Coronavirus
Un’infermiera inietta una dose di vaccino anti Coronavirus
di Marianna Vazzana In media occorrono meno di due minuti per l’accettazione, tre per l’anamnesi, due o tre per la somministrazione vera e propria, al netto degli intervalli. Più un quarto d’ora per l’osservazione finale. È il risultato del maxi test delle vaccinazioni anti Covid nella seconda fase di sperimentazione, avvenuto sabato e domenica a Milano negli spazi della Fiera Portello, convertiti in ospedale già durante la prima ondata della pandemia: a 2.360 operatori sanitari dell’Areu che avevano ricevuto la prima dose di Pfizer nel weekend del 16 e del 17 gennaio, è stato iniettato il...

di Marianna Vazzana

In media occorrono meno di due minuti per l’accettazione, tre per l’anamnesi, due o tre per la somministrazione vera e propria, al netto degli intervalli. Più un quarto d’ora per l’osservazione finale. È il risultato del maxi test delle vaccinazioni anti Covid nella seconda fase di sperimentazione, avvenuto sabato e domenica a Milano negli spazi della Fiera Portello, convertiti in ospedale già durante la prima ondata della pandemia: a 2.360 operatori sanitari dell’Areu che avevano ricevuto la prima dose di Pfizer nel weekend del 16 e del 17 gennaio, è stato iniettato il richiamo (1.200 ieri). Un sistema che servirà da modello per la "vaccinazione di massa" con l’obiettivo di raggiungere 6,6 milioni di lombardi (al netto dei minorenni, per i quali non c’è ancora un vaccino, e delle categorie prioritarie come sanitari e ultraottantenni) entro giugno, come ha promesso Guido Bertolaso, consulente del governatore della Lombardia Attilio Fontana per l’attuazione del piano anti Covid.

Una "prova generale" a Milano per capire in che modo procedere e soprattutto quanto personale servirà per arrivare al traguardo. Tutto cronometrato, per poter calcolare quanti vaccini si potranno effettuare nell’arco delle 24 ore e regolare di conseguenza i flussi di persone. I risultati della sperimentazione saranno elaborati dai tecnici nei primi giorni di questa settimana, poi verranno comunicati pubblicamente. In Fiera è stato allestito un percorso perfezionato per garantire un flusso costante senza code: all’accoglienza la Protezione civile, poi il personale sanitario per accettazione e registrazione. In quattro "stecche" parallele è stato possibile effettuare quattro o cinque iniezioni contemporanee ciascuna. Infine il monitoraggio di 15 minuti per intervenire in caso di reazioni. Da gennaio si lavora per ridurre gli intervalli tra una tappa e l’altra.

I tecnici puntano a creare un format da 5.500 vaccinazioni quotidiane. Ieri, ai padiglioni, il presidente Fontana e la vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti hanno ringraziato "tutto il personale medico, infermieristico, amministrativo di Areu, dell’esercito e della protezione civile. Il piano di vaccinazione di massa dovrà necessariamente essere frutto di un lavoro di squadra, per questo è fondamentale il contributo di tutti".

Ai direttori generali di Ats, Asst e Irccs sono state fornite le indicazioni per poter predisporre i propri piani vaccinali territoriali "Siamo a vostra disposizione – ha detto Bertolaso –. Saremo i vostri facilitatori. Dobbiamo lavorare come un’orchestra".

"Una grande alleanza che includa anche il mondo delle attività produttive e i sindacati – ha evidenziato Moratti – per far ripartire la Lombardia". Il presidente Fontana concludendo l’incontro con i direttori ha parlato "di evento storico, che consentirà di salvare la vita a migliaia di persone. "È un momento difficile, dobbiamo buttare il cuore oltre l’ostacolo e dimostrare la vera eccellenza sanitaria lombarda".