Omar Bortolacelli, a destra in piedi grazie a un esoscheletro
Omar Bortolacelli, a destra in piedi grazie a un esoscheletro
"L’impossibile non esiste, io ho già tagliato il traguardo". Scalare un monte se sei paralizzato somiglia molto, all’impossibile. Omar Bortolacelli prova a farlo grazie all’aiuto di un esoscheletro e della sua incredibile forza di volontà. Tra un mese questo 37enne bolognese percorrerà la salita che porta al Santuario di San Luca, quello che domina la sua città. Una rampa difficile da fare per i ciclisti professionisti: lui la percorrerà a piedi. Se ci riuscirà, stabilirà un record mondiale, perché nessuno l’ha mai fatto prima. Ma a Bortolacelli interessa di più mandare un messaggio, che...

"L’impossibile non esiste, io ho già tagliato il traguardo". Scalare un monte se sei paralizzato somiglia molto, all’impossibile. Omar Bortolacelli prova a farlo grazie all’aiuto di un esoscheletro e della sua incredibile forza di volontà. Tra un mese questo 37enne bolognese percorrerà la salita che porta al Santuario di San Luca, quello che domina la sua città. Una rampa difficile da fare per i ciclisti professionisti: lui la percorrerà a piedi. Se ci riuscirà, stabilirà un record mondiale, perché nessuno l’ha mai fatto prima. Ma a Bortolacelli interessa di più mandare un messaggio, che raddoppia il valore personale con quello collettivo legato al Covid: "Bisogna ripartire tutti assieme e non darsi mai per vinti, come ho fatto io. È importante aiutarsi a vicenda e non arrendersi mai, anche io avrò bisogno della spinta di tutti per arrivare a San Luca".

Bortolacelli tenterà l’impresa il 29 giugno alle 10 di mattina. Esattamente dieci anni dopo l’incidente che lo ha costretto sulla sedia a rotelle, quando lavorava (e lavora ancora) per il 118: l’ambulanza su cui prestava servizio, era seduto sul lato del passeggero, ebbe un grave incidente. Rimase paralizzato dalla vita in giù. "Lo sport mi ha salvato la vita due volte – confida Omar – , la prima da bambino. Dopo la separazione dei miei genitori mi buttai sul calcio. Giocai fra Modena e Sant’Agata, arrivando a fare pure un provino per il Parma. E dopo l’incidente, mi sono aggrappato allo sport per reagire e guardare oltre".

Da quel terribile giorno Omar ha smesso di pensare alle cose che non avrebbe potuto più fare trasformando la carrozzina in un trampolino di lancio. Si è avvicinato all’equitazione e alla scherma, ha portato a termine maratone in carrozzina, ha fatto sub, è salito su kart e moto da corsa. Ad aiutarlo nell’impresa ci sarà l’esoscheletro ReWalk, progettato dall’azienda israeliana Rewalk Robotics Ltd, che permette alle persone con lesioni midollari di potersi alzare e camminare. I gradini saranno uno dei problemi principali che dovrà superare Bortolacelli, oltre a una pendenza del 18 per cento. Dovrà percorrere gli ultimi cinquecento metri del portico che porta alla Basilica, con ben 96 scalini e una pavimentazione non proprio regolare.

"Andrò un mese in un ospedale a Brescia per allenarmi con l’esoscheletro – spiega –, l’ho utilizzato due anni fa quando partecipai alla Strabologna, percorsi i primi duecento metri per dare il via alla gara". L’IronWalk Project, oltre a dare un messaggio di ripartenza post Covid, vuole aiutare anche quattro associazioni che si occupano di sport e sicurezza stradale con una raccolta fondi su Gofundme, grazie anche al contributo di Macron e Lavoropiù: "Omar è un vero Macron Hero – sottolinea Gianluca Pavanello, ceo dell’azienda di abbigliamento sportivo –, lavora duro, non molla e supera gli ostacoli migliorandosi. Siamo orgogliosi di essere al suo fianco". Ora starà a Omar compiere l’impresa: "Arriverò su. Anche a costo di trascinarmi sui gomiti".