Le amministrative spesso offrono la possibilità agli elettori di punire il governo in carica, ma questa volta i Tory – al potere in Gran Bretagna da ben 11 anni – sono stati vittoriosi, mentre i laburisti (con il nuovo leader Keir Starmer) ne sono usciti malconci: in serata la presidente dei Labour, Angela Rayner, ha...

Le amministrative spesso offrono la possibilità agli elettori di punire il governo in carica, ma questa volta i Tory – al potere in Gran Bretagna da ben 11 anni – sono stati vittoriosi, mentre i laburisti (con il nuovo leader Keir Starmer) ne sono usciti malconci: in serata la presidente dei Labour, Angela Rayner, ha lasciato il suo posto. In particolare, il Labour ha perso Hartlepool, cittadina del nord est dell’Inghilterra che è stata laburista per mezzo secolo, e ora teatro di un’altra fatale breccia nell’ormai ex muro rosso delle Midlands.

A Londra Sadiq Khan è stato confermato sindaco, ma solo dopo il ballottaggio. Il Super Thursday ha confermato i leader nazionali: Mark Drakeford (laburista) in Galles e Nicola Sturgeon (Partito Nazionale scozzese) in Scozia. Ma per la Sturgeon è stata una vittoria inutile, perché il partito non è riuscito a conquistare la maggioranza assoluta per due seggi, cosa che avrebbe irrobustito la campagna pro indipendentista e avrebbe forse potuto forzare la mano a Boris Johnson (foto), che si rifiuta di concedere un nuovo referendum. Quello del 2014 sull’indipendenza scozzese (finito 52-48% per lo status quo) era stato conquistato proprio sull’onda della maggioranza assoluta ottenuta dal Snp (con Alex Salmond alla guida) nel 2011.

E anche se, con i Verdi, c’è una maggioranza di governo pro indipendenza, molte delle speranze per ottenere un secondo referendum poggiavano sulla maggioranza assoluta. E così nonostante il discorso vittorioso della Sturgeon ieri in TV, a Downing Street Boris Johnson (in foto) ha potuto tirare un sospiro di sollievo.

Deborah Bonetti