M’backè Sarr, 51 anni, ha raccolto pomodori in Puglia poi è stato assunto da un golf club
M’backè Sarr, 51 anni, ha raccolto pomodori in Puglia poi è stato assunto da un golf club
PONTE SAN PIETRO (Bergamo) - È uno dei numerosi immigrati che ce l’hanno fatta. Sbarcato in Italia nel 2000, proveniente dal Senegal, si è integrato col suo nuovo Paese e non ha mai smesso di lavorare. Insomma, è riuscito ad affermarsi. Adesso, però, ha deciso di aiutare il suo Paese d’origine e, con lo slogan "We are one", ha deciso di candidarsi per le elezioni presidenziali 2024 del Senegal. Protagonista di questa favola di Natale è M’backè Sarr, senegalese di 51 anni, da anni...

PONTE SAN PIETRO (Bergamo) - È uno dei numerosi immigrati che ce l’hanno fatta. Sbarcato in Italia nel 2000, proveniente dal Senegal, si è integrato col suo nuovo Paese e non ha mai smesso di lavorare. Insomma, è riuscito ad affermarsi. Adesso, però, ha deciso di aiutare il suo Paese d’origine e, con lo slogan "We are one", ha deciso di candidarsi per le elezioni presidenziali 2024 del Senegal. Protagonista di questa favola di Natale è M’backè Sarr, senegalese di 51 anni, da anni residente nella Bergamasca, nel comune di Ponte San Pietro, che ha scelto il giorno del proprio compleanno per annunciare la sua candidatura a presidente del Senegal. "È arrivato il momento di dare un contributo alla mia patria – spiega Sarr –. Il mio Paese ha grandi risorse e si merita molto di più di quello che ha oggi". Sarr, secondo di nove fratelli, è nato a Dakar. "Ho trascorso la mia infanzia – ricorda – in un quartiere popolare. Nel 2000 ho deciso di raggiungere mio fratello maggiore in Italia. Ho svolto vari lavori: raccoglitore di pomodori in Puglia, operaio in fabbrica, portinaio in uno stabile di Bergamo. Finché, nel 2005, ecco la svolta: sono stati assunto da un golf club, dove ho lavorato per 16 anni. Ho anche frequentato la scuola nazionale di golf di Sutri della Federazione italiana".

Durante questi anni Sarr ha sentito il bisogno di mantenere il legame con la sua gente. "Per questo – rivela – ho creato società attraverso le quali ho potuto aiutare i miei connazionali e soprattutto offrire lavoro in regola per ottenere il permesso di soggiorno, conquista necessaria per restare in Italia".

Adesso, il salto di qualità con la scelta di impegnarsi in politica. "Questi vent’anni in Italia mi hanno fatto crescere molto, ma credo che i nostri giovani abbiano il diritto di poter restare e lavorare nel loro Paese d’origine, il Senegal appunto. Il mio popolo, la mia patria sono tutto per me e se non proviamo a migliorare la nostra situazione, nessun altro lo farà al nostro posto". Nei prossimi mesi Sarr organizzerà il movimento che lo sosterrà alle elezioni presidenziali. A gennaio si recherà in Senegal per una decina di giorni per la prima assemblea con i suoi sostenitori. "Nel 2023 tornerò in Africa per l’avvio della campagna elettorale. Ho bisogno di tutti i non senegalesi, iniziando dagli italiani che mi hanno adottato. Fondamentale sarà la lotta alla corruzione che inquina ogni attività politica ed economica del mio Paese d’origine".