Pierluigi Pizzaballa mostra con orgoglio la sua figurina introvabile del 1963, quando giocava nell’Atalanta, che ha fatto impazzire tanti collezionisti. In un’altra foto, Bruno Bolchi autografa la sua immagine con la maglia dell’Inter che fu la prima ad essere stampata nella stagione 6162 dalla Panini. Sono oltre 2.000 le fotografie che Massimo de Vito, 41 anni, salernitano trapiantato a Roma, continua a raccogliere da 7 anni. Il suo è un album lungo 60 anni dove, accanto alle figurine Panini autografate dai campioni più o meno famosi che hanno giocato in serie A e B, ci sono – qui sta...

Pierluigi Pizzaballa mostra con orgoglio la sua figurina introvabile del 1963, quando giocava nell’Atalanta, che ha fatto impazzire tanti collezionisti. In un’altra foto, Bruno Bolchi autografa la sua immagine con la maglia dell’Inter che fu la prima ad essere stampata nella stagione 6162 dalla Panini.

Sono oltre 2.000 le fotografie che Massimo de Vito, 41 anni, salernitano trapiantato a Roma, continua a raccogliere da 7 anni. Il suo è un album lungo 60 anni dove, accanto alle figurine Panini autografate dai campioni più o meno famosi che hanno giocato in serie A e B, ci sono – qui sta la particolarità – le immagini di quegli idoli come sono adesso. Per molti di loro il tempo è stato tiranno, ma per noi che siamo rimasti bambini sono sempre i calciatori che appiccicavamo sulle collezioni. Una passione che è diventata quasi un lavoro per de Vito, che contatta i campioni del passato per telefono o li fa avvertire dagli amici che ha già catalogato. Poi prende il treno e macina chilometri per l’Italia: da Catanzaro a Milano, da Lecce a Bologna e Firenze.

"Se riesco in un solo viaggio faccio più tappe. Qualche ex giocatore – spiega – all’inizio è un po’diffidente ma poi capisce quale sia la mia passione e magari ’mi raccomanda’ ad amici e colleghi. Una volta ho scattato anche 16 foto con altrettanti autografi sulle figurine".

Figlio di un comandante provinciale dei carabinieri, de Vito ha preso l’idea da una dedica che il grande Silvio Piola aveva concesso a suo papà. "Di album Panini ne ho completati tantissimi, ma voglio andare oltre. Per me i grandi campioni come Roby Baggio, Mazzola, Paolo Rossi sono alla pari di Gil De Ponti, Massimo Palanca o Roberto Vieri, genio e sregolatezza come suo figlio Bobo. Quando ho immortalato, nel 2017, Gigi Riva mi sono emozionato: è il mio mito, mi sono sempre appassionato alle sue gesta. Ma è stato bellissimo anche rintracciare e convincere una persona molto riservata come Astutillo Malgioglio, riserva di Zenga all’Inter, o il mediano operaio del Cesena, Battista Festa. Dino Da Costa quasi novantenne e capocannoniere della serie A 5657 con la Roma un altro colpaccio. In certi casi mi sono appostato sotto casa dei calciatori". Ma de Vito ha dato uno schema logico alla sua raccolta, completando la ricerca dei reduci azzurri di Mexico 70 e dell’infausto Mondiale tedesco del ’74

"Nel primo caso ho rintracciato l’ex torinista Fabrizio Poletti, che vive in Costarica, quando è rientrato per una visita nella sua Ferrara. Francesco Morini, stopper juventino, e l’ex milanista ‘Tato’ Sabadini sono stati gli ultimi a essere catalogati della Nazionale nel 1974. Ma il mio grande sogno è avere un incontro con Fabio Cannavaro, il capitano che ha alzato la Coppa del mondo 2006. Spero torni presto dalla Cina, dove allena". Tutto parte da una base fondamentale: recuperare le figurine. "Le trovo su eBay o da venditori privati, c’è un grande mercato. Ho tutto ordinato in raccoglitori e le foto che scatto finiscono su Instagram".