I. soccorsi del 118 nel parco di Paderno Dugnano dove si è verificato l’incidente
I. soccorsi del 118 nel parco di Paderno Dugnano dove si è verificato l’incidente
di Rosario Palazzolo PADERNO DUGNANO (Milano) La patente gli era stata ritirata in marzo, in seguito a un incidente nelle strade di Milano. Ma questo non ha impedito a un milanese di 75 anni di mettersi nuovamente al volante e di finire letteralmente addosso a un bambino di soli tre anni che con la sua famiglia si stava apprestando a vivere il pic nic per la festa della Repubblica. Un incidente che lascia senza parole, quello che si è consumato ieri mattina nel Parco Lago Nord di Paderno Dugnano, alle porte di Milano, un’oasi verde ricavata all’interno di una ex...

di Rosario Palazzolo

PADERNO DUGNANO (Milano)

La patente gli era stata ritirata in marzo, in seguito a un incidente nelle strade di Milano. Ma questo non ha impedito a un milanese di 75 anni di mettersi nuovamente al volante e di finire letteralmente addosso a un bambino di soli tre anni che con la sua famiglia si stava apprestando a vivere il pic nic per la festa della Repubblica. Un incidente che lascia senza parole, quello che si è consumato ieri mattina nel Parco Lago Nord di Paderno Dugnano, alle porte di Milano, un’oasi verde ricavata all’interno di una ex cava, dove anche le biciclette sono vietate, figuriamoci le automobili.

L’anziano pirata della strada è letteralmente precipitato dall’alto di un sentiero cadendo sulle teste della famiglia che era da poco arrivata da Milano per trascorrere una giornata nella natura. L’uomo si era introdotto nel parco pubblico passando attraverso un parcheggio. Già noto alle forze dell’ordine per le sue ripetute intemperanze, aveva ignorato ogni divieto e alla guida della Ford Focus si era infilato in un sentiero di servizio, molto stretto e scosceso.

Nel tratto più ripido deve avere perso il controllo dell’auto che ha dapprima abbattuto alcune transenne in metallo, precipitando poi in fondo a una scalinata pedonale, dove si trovavano il bambino e i suoi genitori. La tragedia si è rivelata subito in tutta la sua gravità: il piccolo ferito in terra accanto alla vettura completamente demolita dall’urto. Per alcuni minuti il suo cuoricino ha smesso di battere e solamente dopo un lungo intervento di rianimazione i medici del 118 sono riusciti a stabilizzarlo, prima di trasportarlo in elicottero all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo, dove le sue condizioni rimangono disperate.

Solamente graffi e abrasioni per i due genitori che, letteralmente in stato confusionale, si sono aggrappati ai soccorritori e ai carabinieri della Tenenza di Paderno per tentare di capire cosa gli stesse accadendo. Gli occhi sono tutti puntati sul pensionato milanese. Non soltanto non avrebbe dovuto guidare quella macchina, ma non avrebbe mai dovuto essere lì, all’interno di quel parco precluso alle vetture.

I carabinieri lo hanno preso in carico e lo hanno accompagnato all’ospedale di Niguarda dove rimane piantonato in attesa di una decisione del magistrato che ha disposto tutti i test tossicologici e psicologici. Chi lo ha visto sul posto si dice abbastanza certo che non era ubriaco né in preda a droghe o sostanze psicotrope.

Impossibile capire cosa lo abbia indotto a imboccare quel sentiero, perché per ora ha deciso di non rispondere alle domande degli inquirenti. Ciò che è certo è che la patente gli era stata ritirata in marzo per un altro grave incidente: l’auto era stata posta sotto sequestro e gli era stata affidata in custodia con l’obbligo di non utilizzarla. Per ora, l’ipotesi di accusa è di lesioni gravissime.