Ambra Battilana Gutierrez, italo-filippina di 26 anni
Ambra Battilana Gutierrez, italo-filippina di 26 anni

Milano, 17 marzo 2019 - «Spero che le indagini vengano fatte come si deve: bisogna fare chiarezza, è un episodio preoccupante ma prima di sbilanciarmi attendo sviluppi...». La notizia della morte di Imane Fadil ha raggiunto Ambra Battilana Gutierrez negli Stati Uniti, dove si è rifatta una vita a migliaia di chilometri di distanza dall’Italia. La modella italo-filippina, che ha anche denunciato per molestie il produttore americano Harvey Weinstein, ha condiviso con Imane Fadil le cene ad Arcore e la scelta di rompere il silenzio, rivelando ai magistrati i dettagli del bunga bunga.

Con la marocchina 34enne, morta in ospedale, e un’altra modella, Chiara Danese, aveva assunto il ruolo scomodo di testimone chiave nel Rubygate, fino al processo Ruby ter che vede l’ex premier Silvio Berlusconi accusato di aver pagato alcune ragazze, comprando il loro silenzio sulle «cene eleganti». La preoccupazione, dopo la morte di Imane Fadil in circostanze misteriose, è quasi scontata, anche se l’oceano la separa dall’Italia. Da tempo non aveva contatti con lei – spiega la modella di 26 anni – e ultimamente non aveva raccolto sue confidenze. «Purtroppo non ero tra le persone più vicine a Imane – racconta Ambra Battilana – condividevamo solo il percorso che abbiamo seguito insieme per ottenere giustizia. Sono rimasta colpita per quello che è successo, mi dispiace. Io porterò avanti la battaglia». Con Imane Fadil ha condiviso anche la scelta di raccontare, attraverso parole o immagini, le serate ad Arcore, quando Silvio Berlusconi era all’apice del potere. La marocchina stava scrivendo un libro. Ambra Battilana, invece, aveva annunciato la volontà di «fare un film» sul caso Ruby. Progetto che – anche dopo la morte di Imane – continua a coltivare: «Se mi metto in testa una cosa la faccio sempre», spiega.

Quando è scoppiato il caso Ruby ha scelto di lasciare l’Italia, trasferendosi negli Stati Uniti per tentare la fortuna nel mondo del cinema e sulle passerelle. E negli Usa è diventata uno dei simboli del movimento #MeToo contro le molestie sulle donne, per la scelta di denunciare il potentissimo produttore Weinstein. Anche oltreoceano non è rimasta in silenzio. L’avvocato Mauro Rufini, che assiste Battilana e Chiara Danese (anche lei all’estero), ha definito le circostanze della morte di Imane Fadil «a dir poco inquietanti». «Certamente per il momento dirò alle due ragazze di non tornare in Italia – spiega – in questa situazione stare tranquilli è pretendere troppo». E sull’andamento processuale del cosiddetto Ruby Ter «mi sono fatto una pessima idea e questo è un elemento finale che aggiunge scuro al buio». In serata Ambra Battilana ha dedicato una frase, su Facebook, a Imane: «Continua a lottare da lassù».