Il segretario generale della CGIL Maurizio Landini e quello della UIL Carmelo Barbagallo
Il segretario generale della CGIL Maurizio Landini e quello della UIL Carmelo Barbagallo

Taranto, 18 novembre 2019 - ArcelorMittal annuncia di sospendere la procedura di spegnimento dell'impianto ex Ilva in attesa della sentenza sul ricorso d'urgenza presentato dai Commissari dell'ex Ilva di Taranto. L'Ad Morselli ha comunicato sia la regolare ripresa dell'attività e degli ordini commerciali che la prosecuzione della marcia dell' altoforno due in attesa di una definitiva decisione della procura". È quanto si legge in una nota diffusa da Fim, Fiom, Uilm.

La decisione segue l'invito rivolto oggi al gruppo franco-indiano da Claudio Marangoni, presidente della sezione specializzata in materia d'impresa del tribunale di Milano, che ha fissato per il prossimo 27 novembre l'udienza sul ricorso in questione "a non porre in essere ulteriori iniziative e condotte in ipotesi pregiudizievoli per la piena operatività e funzionalità degli impianti" dello stabilimento siderurgico. La decisione del ricorso d'urgenza presentato dai commissari dell'ex Ilva e affidato al tribunale milanese arriverà "entro il 4 dicembre", sostiene una fonte giudiziaria. Non si tratta di una data a caso: il 4 dicembre ArcelorMittal è intenzionata a lasciare Taranto. 

Intanto fonti qualificate fanno sapere che il premier Giuseppe Conte incontrerà la proprietà di ArcelorMittal venerdi prossimo alle ore 18.30.

Il ricorso contro ArcelorMittal 

Del ricorso emergono i dettagli. "L'inadempimento" di ArcelorMittal è "plateale e conclamato", si legge nell'atto depositato venerdì scorso. Secondo i commissari "la controparte ha accettato senza alcuna obiezione un testo contrattuale che prevede esplicitamente che (... ) le concedenti non prestano alcuna garanzia (...)" nemmeno "sullo stato di fatto e di diritto dei beni costituenti i rami".  Sempre secondo i ricorrenti ArcelorMittal è obbligato a "salvaguardare con diligenza la integrità e il valore dei rami d'azienda".  E ancora: "L'iniziativa di ArcelorMittal di sciogliere il contratto di affitto dell'ex Ilva "nulla c'entra con le giustificazioni avanzate che non pervengono neppure ad un livello di dignitosa sostenibilità: essa è invece semplicemente strumentale alla dolosa intenzione di forzare con violenza e minacce un riassetto" dell'obbligo contrattuale "precedentemente negoziato (...) che il gruppo (...) evidentemente non ritiene più rispondente ai propri interessi". Questi alcuni tratti salienti del ricorso cautelare d'urgenza dei commissari dell'ex Ilva.

I sindacati da Mattarella 

I rappresentanti delle tre sigle sindacali, Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo - ricevuti al Quirinale dal Capo dello Stato Sergio Mattarella nel tardo pomeriggio - hanno discusso l'evolversi della situazione legata all'ex Ilva. Il presidente ha soprattutto ascoltato, ribadendo comunque che l'Ilva è un grande problema nazionale, che va risolto con tutto l'impegno e la determinazione, non solo per le implicazioni importantissime sul piano occupazionale, ma anche per quanto riguarda il sistema industriale italiano. Il Capo dello Stato non è entrato ovviamente in nessun modo su come risolvere la crisi, compito che spetta al governo. E' stata inoltre redatta una lettera all'indirizzo del premier Conte, per chiedergli di "intercedere come con Whirpool". 

Stamani hanno fatto sentire la propria voce i lavoratori delle imprese dell'indotto con un presidio contro i mancati pagamenti di AMI alle stesse aziende e a favore della continuità produttiva e dell'occupazionale della fabbrica. Al picchetto ha preso parte anche il governatore della Puglia Michele Emiliano. "Siamo disponibili ad anticipare queste somme con la nostra cassa in modo da evitare che le imprese dell'indotto siano utilizzate da Mittal per ricattare il governo stesso", ha detto il presidente della Regione, rispondendo ai giornalisti che, a margine della monotematica del consiglio regionale pugliese sull'ex Ilva, gli chiedevano conferma della volontà della Regione di farsi carico degli stipendi ai dipendenti dell'indotto.

Le inchieste di Milano e Torino

E sul mancato pagamento dei creditori dell'indotto si concentra anche la Procura di Milano che, nel fascicolo esplorativo aperto dopo il ricorso dei commissari, indaga anche su eventuali illeciti tributari e su presunti reati pre-fallimentari. Filoni che si aggiungono agli accertamenti in corso su presunte appropriazioni indebite di materiale relativo al magazzino di materie prime, su false comunicazioni societarie e al mercato. L'inchiesta è ancora formalmente a carico di ignoti e senza ipotesi di reato ma i magistrati stanno già sentendo testimoni e presto potrebbero formulare ipotesi specifiche.

Sarà la Guardia di Finanza ad indagare sull'esposto denuncia che i commissari di Ilva in amministrazione straordinaria hanno consegnato sabato mattina alla Procura di Taranto denunciando comportamenti lesivi dell'economia nazionale da parte di ArcelorMittal, gestore e affittuario degli impianti siderurgici tarantini. La Guardia di Finanza si muove su delega specifica della Procura che già sabato ha avviato l'indagine, per ora contro ignoti, ipotizzando come reato l'articolo 499 del Codice penale, ovvero distruzione di materie prime, di mezzi di produzione e di impianti industriali con danno all'economia nazionale.