31 mag 2021

Il Covid cambia pelle, ma niente paura. Così ci proteggiamo dalle varianti

Funzionano vaccini e vigilanza costante. I medici: importante controllare che le mutazioni non sfuggano agli anticorpi

alessandro malpelo
Cronaca
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Vaccinazione anti Covid

"Questo virus continua a mutare, ma le varianti non devono farci paura". Lo diceva esattamente un mese fa l’immunologo Andrea Cossarizza, docente all’Università di Modena e Reggio Emilia, e gli sviluppi sembrano dargli ragione. "Fare previsioni è difficile, ma non ci dobbiamo preoccupare – ha affermato Cossarizza – abbiamo vari elementi rassicuranti. Ad esempio uno studio recentissimo sul Covid evidenzia una risposta anticorpale aumentata di 150 volte con l’impiego di una seconda dose di vaccino mRna dopo una prima a vettore virale". Sono indicazioni positive sulla immunogenicità della vaccinazione combinata, ovvero la possibilità di fare richiami con prodotti diversi da quelli somministrati con la prima inoculazione. Covid Italia oggi: il bollettino Coronavirus del 31 maggio con i contagi dalle regioni Ma le varianti del virus sono sotto controllo? "Sono oltre 4mila i microorganismi noti, sono milioni quelli che dobbiamo ancora scoprire, ma un virus non può variare all’infinito". Così Massimo Clementi, docente all’Università Vita-Salute, ospedale San Raffaele di Milano, e Giorgio Palù, presidente dell’Agenzia italiana del farmaco. "Anche la variante indiana può essere controllata", ha aggiunto il numero uno dell’Aifa parlando del libro Virosfera (edizioni la Nave di Teseo), presentato l’altra sera a Porta a Porta, da Bruno Vespa. "Nostro compito, come virologi, è definire se la mutazione è correlata alla virulenza, e quindi alla capacità di dare una malattia più grave". Effetti collaterali vaccino: da AstraZeneca a Pfizer. Ecco i più e i meno frequenti La variante indiana è la più pericolosa? In merito alla pericolosità della variante indiana, che tanto preoccupa le autorità del Regno Unito, gli specialisti sono prudenti: "Per definire pericolosa una variante bisogna aver accertato che c’è un aggravamento delle condizioni - precisa il professor Palù - e questo al momento possiamo escluderlo. Un’evoluzione naturale del virus che muta non deve sconvolgere, dobbiamo piuttosto controllare ...

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