15 ott 2021

Green Pass, Draghi apre sugli sconti ai tamponi

Scatta l’obbligo di Green pass per i lavoratori. Il governo non pagherà i test, ma potrebbe tagliarne ancora il prezzo

antonella coppari
Cronaca
Il premier Mario Draghi, 74 anni
Il premier Mario Draghi, 74 anni
Il premier Mario Draghi, 74 anni

È arrivato il Green pass day, con il suo carico di dubbi e tensioni. Il dipartimento di pubblica sicurezza del Viminale suona l’allarme: c’è il rischio di attacchi a obiettivi esposti e di scontri tra opposti estremismi. Probabilmente esagera un po’, ma la rabbia c’è davvero. E, per una volta, la grande maggioranza delle forze politiche da un lato e i sindacati dall’altro navigano sulla stessa lunghezza d’onda: bisogna disinnescare la mina. Insomma, è necessario fare qualche cosa: considerato il reiterato doppio "no" di Draghi sia a rinviare l’obbligo del passaporto vaccinale per i lavoratori sia alla gratuità dei test, l’unica strada è queIla del prezzo dei tamponi rapidi. Green pass: cosa può succedere oggi. Dai supermercati agli autobus I leader sindacali incontrano Draghi e il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, di buon mattino, ricevuti come capita raramente nello studio del premier. Maurizio Landini (Cgil) va giù secco: bisogna prevedere un abbassamento dei costi. Il premier non sbarra la porta: "Ci stiamo pensando". I leader sindacali hanno pronta una proposta precisa: credito d’imposta per le imprese che si accollano questa spesa. "Si possono fare ulteriori detrazioni rispetto al credito al 30% attualmente a disposizione delle aziende per gli esborsi per le misure di prevenzione anti-Covid", chiosa Bombardieri (Uil). "Valuteremo", replica Draghi. Sottolineando, comunque, che il beneficio fiscale non potrà coprire l’intero costo del tampone, di cui il governo non vuole farsi carico. Ma Confindustria e Confcommercio alzano le barricate: "Se qualche azienda vuole pagare i tamponi, nulla da eccepire, ma l’obbligatorietà è fuori discussione", dicono all’unisono industriali e commercianti. In realtà, diversi tra loro hanno già deciso di muoversi in quella direzione. Ma il rischio, come nota un dirigente sindacale, è che "ognuno faccia come gli pare". Più che un rischio, una certezza. Questo però non chiude la questione, resta ...

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