di Nina Fabrizio Mano pesante del Papa sul Green pass presto obbligatorio anche in Vaticano. È stata resa nota ieri, anche se porta la data del 18 settembre, una specifica ordinanza emessa dal Governatorato (praticamente il Municipio del piccolo Stato), su impulso diretto dello stesso Bergoglio, che dal prossimo 1...

di Nina Fabrizio

Mano pesante del Papa sul Green pass presto obbligatorio anche in Vaticano. È stata resa nota ieri, anche se porta la data del 18 settembre, una specifica ordinanza emessa dal Governatorato (praticamente il Municipio del piccolo Stato), su impulso diretto dello stesso Bergoglio, che dal prossimo 1 ottobre consente l’ingresso oltre le mura leonine solo ai detentori di certificazione verde, sia quella vaticana, sia quella equivalente di altri stati, Ue compresa.

Il provvedimento prevede l’estensione del Green Pass anche a tutti "i lavoratori, ai cittadini, ai residenti nello stato, al personale in servizio a qualsiasi titolo, nel Governatorato e nei vari organismi della Curia" e ha un’unica eccezione: le celebrazioni liturgiche.

Nel caso di messe che si celebrino ad esempio sul sagrato per grandi eventi come la Giornata mondiale dei poveri, “viene fatta eccezione” dell’esibizione del certificato, “per coloro che partecipano per il tempo strettamente necessario allo svolgimento del rito”, fatti salvi il distanziamento, l’utilizzo delle mascherine, la limitazione agli assembramenti. Un po’ come già avviene in Italia, dove, con buona pace del rigorosissimo governo Draghi, l’unico luogo al chiuso dove non è richiesto il Green pass sono le chiese.

Mentre il Vaticano vara la stretta sul Green pass, però, arriva anche la notizia che l’arcivescovo slovacco Ján Babjak, 67 anni, che ha concelebrato con papa Francesco durante il viaggio del pontefice nel Paese dell’Est, è risultato positivo al Covid ed è in quarantena. Babjak è vaccinato e mostra lievi sintomi. Il Vaticano è stato informato.