Il cardinale Pietro Parolin, classe 1955
Il cardinale Pietro Parolin, classe 1955
La sua leadership sarà pure in crisi, ma Matteo Salvini continua a tessere la tela delle alleanze "forti" soprattutto alla vigilia di elezioni amministrative tutte in salita. Dopo l’incontro dell’altro giorno con il ministro degli Esteri vaticano, monsignor Paul Richard Gallagher, si è subito cominciato a parlare di un patto Vaticano-Salvini, proprio in vista delle urne di ottobre. Ipotesi rinforzata, ieri, dalle parole il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin: "Io all’incontro non c’ero – ha spiegato – quindi non posso fare molti commenti, ma ho sentito...

La sua leadership sarà pure in crisi, ma Matteo Salvini continua a tessere la tela delle alleanze "forti" soprattutto alla vigilia di elezioni amministrative tutte in salita. Dopo l’incontro dell’altro giorno con il ministro degli Esteri vaticano, monsignor Paul Richard Gallagher, si è subito cominciato a parlare di un patto Vaticano-Salvini, proprio in vista delle urne di ottobre. Ipotesi rinforzata, ieri, dalle parole il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin: "Io all’incontro non c’ero – ha spiegato – quindi non posso fare molti commenti, ma ho sentito Gallagher che mi ha detto che è stato anche lui contento e che è stato possibile, in modo sereno, trovare qualche punto di intesa anche sulle tematiche più scottanti".

Tra queste, la difficile situazione in Afghanistan, motivo principale dell’incontro, sempre secondo i media vaticani. Parole indirettamente confermate dallo stesso Salvini: "C’è piena sintonia su vari temi, a partire dalla difesa della vita e della libertà in Afghanistan e non solo". Già, non solo. Perché Oltretevere si sottolinea che l’intesa è stata pressoché totale anche su un altro tema che alla Santa Sede sta molto a cuore: le modifiche chieste dalla Segreteria di Stato al ddl Zan, il disegno di legge contro l’omotransfobia. D’altra parte, era stato proprio monsignor Gallagher, il 17 giugno, a consegnare, tramite i canali diplomatici, la nota verbale indirizzata al governo italiano in cui il Vaticano protestava sul ddl Zan per la possibile violazione del Concordato firmato nel 1984 dall’allora presidente del Consiglio, Bettino Craxi, e dal cardinale segretario di Stato del tempo, Agostino Casaroli. Posizione successivamente ammorbidita da Bergoglio, almeno da un punto di vista pastorale. "Il Ddl Zan? Non mi pare così strano che ne abbiamo parlato, mi pare che lui sia colui che si è esposto pubblicamente sul tema", ha spiegato Salvini dopo l’incontro in Vaticano aggiungendo di essersi complimentato con Gallagher per il "coraggio" con il quale si è opposto al disegno di legge. Dunque, è nato un asse Lega- Vaticano proprio sui temi etici caldi ancora nelle Aule parlamentari? Il sospetto cresce nei palazzi, anche se tutti ricordano la freddezza di Bergoglio verso il numero tre della Segreteria di Stato e il fatto che non abbia mai voluto incontrare Salvini, soprattutto quando era ministro dell’Interno.

Da parte sua, Salvini ha espresso "gioia e gratitudine" per il colloquio con monsignor Gallagher: "Un confronto diretto che mi ha onorato". L’incontro, richiesto dal leader della Lega come precisano anche in Vaticano, secondo quanto riferito da Salvini, "lungo, cordiale e positivo", ha toccato anche "punto per punto – parole del leader della Lega – la difesa della famiglia: per me non esiste genitore 1 e genitore 2". Dunque, l’intesa sembra essere stata formalizzata, anche se manca, ancora, la benedizione del Papa.

Elena G. Polidori