Cristina Sparvieri, 35 anni
Cristina Sparvieri, 35 anni
"Dal 2022, scaduti i primi 5 anni dall’iscrizione della partita Iva uscirò dal regime dei minimi, con aliquota al 5%, e sarà un salasso. Inoltre la detrazione delle spese sarà già calcolata dallo Stato con un forfait irrisorio". Questo lo scenario che si presenta a Cristina Sparvieri, avvocato...

"Dal 2022, scaduti i primi 5 anni dall’iscrizione della partita Iva uscirò dal regime dei minimi, con aliquota al 5%, e sarà un salasso. Inoltre la detrazione delle spese sarà già calcolata dallo Stato con un forfait irrisorio". Questo lo scenario che si presenta a Cristina Sparvieri, avvocato penalista, classe 1986, e presidente del comitato Thatcher di Liberisti Italiani.

Ritieni che i giovani professionisti in Italia siano oppressi dal Fisco?

"Assolutamente sì. Veniamo inibiti dal darci da fare, dall’iniziare a produrre e a fatturare di più per timore di sforare le soglie previste perdendo le agevolazioni. Con l’aumentare dell’onorario la percentuale di tasse da pagare cresce in maniera esponenziale, fino al 65%, arrivando al paradosso che conviene guadagnare meno. In questo modo lo Stato va a colpire la forza produttiva del Paese".

Oltre alle tasse, come libera professionista, quali altre spese devi sostenere?

"I contributi da versare alla Cassa Forense e i costi del commercialista: la complessità della burocrazia non permette di compilare in autonomia la dichiarazione dei redditi. Inoltre per noi giovani avvocati riuscire ad aprire un proprio studio professionale è un’opzione ostacolata dall’ingente carico fiscale e dall’alto costo del lavoro. Fra tasse, costi di lavoro e spese si finisce per lavorare per lo Stato senza alcun benefit".

Che misure dovrebbe prendere il Governo?

"Flat tax al 15% e introduzione di una no tax area fino a 12mila euro di reddito che vada a sostenere i giovani".

Giulia Prosperetti