di Alessandro Farruggia È caccia alla variante inglese del Covid 19. Si teme soprattutto per chi è arrivato nelle ultime due settimane: l’auspicio è che raccolga l’invito a segnalarsi alle Asl e farsi controllare. Nel frattempo l’Iss e i laboratori di virologia stanno approfondendo le ricerche su questa mutazione che ieri anche Anthony Fauci, che dirige l’Istituto nazionale di malattie infettive ed è un componente della task force della Casa Bianca, ha detto di ritenere non essere in grado di ridurre o minare l’efficacia dei vaccini anticovid. "La variante...

di Alessandro Farruggia

È caccia alla variante inglese del Covid 19. Si teme soprattutto per chi è arrivato nelle ultime due settimane: l’auspicio è che raccolga l’invito a segnalarsi alle Asl e farsi controllare. Nel frattempo l’Iss e i laboratori di virologia stanno approfondendo le ricerche su questa mutazione che ieri anche Anthony Fauci, che dirige l’Istituto nazionale di malattie infettive ed è un componente della task force della Casa Bianca, ha detto di ritenere non essere in grado di ridurre o minare l’efficacia dei vaccini anticovid. "La variante inglese del Covid si conosceva già a settembre ed è probabile che sia giunta in Italia da tempo", ha detto il coordinatore del Cts Agostino Miozzo. E forse è anche colpa di questo arrivo se la seconda ondata ha avuto numeri così devastanti.

Ieri il bollettino quotidiano sull’epidemia ha visto scenderedal 12,3% all’8% l’indice di positività. Ma i numeri dei nuovi contagiati sono saliti da 10.872 a 13.318, e questo per l’effetto del maggior numero di tamponi processati che sono stati quasi il doppio, 166.205, contro i 87.889. Del tutto negativo invece l’aumento del numero dei decessi, 628 (il giorno prima 415) per un totale di 69.842 vittime dall’inizio della pandemia. Le terapia intensive calano di 94, i ricoverati ordinari di 197. In attesa dell’avvio delle vaccinazioni, che sarà simbolico negli ultimi giorni del 2020 e significativo solo dal 7 gennaio è ora più che mai necessaria nei prossimi mesi la massima cautela e il rispetto delle misure di distanziamento sociale, a partire da quelle molto severe per le feste natalizie.

Da domani tornano le zone rosse e il Viminale ha un linea rigorosa, ma improntata al buonsenso. Nei prossimi giorni verranno intensificati i controlli in virtù dei nuovi divieti previsti dal decreto, come ribadisce la circolare che il capo di gabinetto del Viminale Bruno Frattasi ha inviato ai prefetti. Vanno predisposti "servizi efficaci" che garantiscano la "corretta osservanza" dei divieti previsti dal decreto di Natale: in particolare vanno effettuati "controlli lungo le arterie di traffico e in ambito cittadino", per prevenire "possibili violazioni alle restrizioni alla mobilità" e "situazioni di assembramento o di mancato rispetto del distanziamento interpersonale".

Stesso invito rivolto dal capo della Polizia Franco Gabrielli ai questori nella quale chiede "massima attenzione" ma con un "approccio comprensivo ed improntato al buonsenso". Poliziotti, carabinieri, finanzieri e polizia locale dovranno svolgere "i propri compiti – scrive infatti Gabrielli – con l’attenzione doverosa nei confronti dei cittadini, soprattutto delle fasce deboli, che a causa delle varie limitazioni potrebbero avere bisogno di maggiore aiuto e sostegno nonché, in generale, con un approccio comprensivo ed improntato al buon senso.