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18 giu 2022

Super caldo, ecco come proseguirà l'estate: "Niente piogge, una catastrofe"

Danni all’agricoltura, la mappa della sete: Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna sono le regioni più colpite dalla siccità. Il meteorologo Mercalli avverte: "A breve arriveremo a 40 gradi in tutta la penisola. Lo stress idrico si può solo aggravare"

18 giu 2022
giovanni rossi
Cronaca

L’Africa è tra noi. Intenzionata a restarci. Sole maestoso e tiranno del cielo. Le nubi, quando ci sono, scivolano via come comparse. Fino a quando non si presenterà una bassa pressione attrezzata per la battaglia, il trend è segnato: temperature sahariane; fiumi in secca; laghetti riarsi; campi assetati; agricoltori sotto scacco (Coldiretti ha stimato per quest’anno in due miliardi i danni del caldo record che fa calare i raccolti: Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna sono le aree più colpite anche dalla siccità); polemiche proporzionate all’emergenza. E l’estate, quella ufficiale, debutta fra tre giorni. "Viviamo una situazione eccezionale e al tempo stesso inedita", sceglie con cura gli aggettivi il meteorologo Luca Mercalli, 56 anni. "Tutto dipende dalla congiunzione di due fattori: caldo africano e assoluta siccità, dopo un inverno e una primavera senza precipitazioni". Previsioni meteo: Scipione cuoce l'Italia. Le temperature città per città Periodi senza precipitazioni – anche prolungati – non sono certo inusuali nella storia meteo italiana. "La differenza è che oggi, con l’anticiclone africano in azione, gli effetti sulla terra sono devastanti. E, da qui a quindici giorni, previsioni di piogge proprio non se ne vedono – annota il climatologo torinese –. Potrà magari verificarsi localmente qualche temporale o peggio qualche grandinata che aggiungerebbe solo danni alle colture già duramente colpite. Purtroppo, in base a rilevazioni e modelli, lo stress idrico è destinato ad aggravarsi". Bando a rituali antichi o a evocazioni sciamaniche di acqua purchessia: i classici rovesci temporaleschi avrebbero l’utilità di un giro di innaffiatoio. Sì, stavolta servirebbe un miracolo. "Perché c’è precipitazione e precipitazione – dettaglia Mercalli –. E adesso, con la neve alpina già sciolta, per bilanciare mesi di siccità servirebbero almeno sette giorni di classica pioggia autunnale". Quella pioggia fitta, noiosa e continuativa che persegue il suo fine naturale. Evento implausibile in ...

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