Ipotizza anche l’omicidio la procura di Napoli Nord in relazione al caso di Tiziana Cantone (foto), la 31enne di Mugnano di Napoli morta il 13 settembre 2016, dopo la diffusione online di video privati che la ritraevano mentre faceva sesso. La ragazza si sarebbe tolta la vita, almeno stando alla versione ufficiale emersa dalle indagini effettuate dopo il fatto dai carabinieri e dallo stesso ufficio giudiziario,...

Ipotizza anche l’omicidio la procura di Napoli Nord in relazione al caso di Tiziana Cantone (foto), la 31enne di Mugnano di Napoli morta il 13 settembre 2016, dopo la diffusione online di video privati che la ritraevano mentre faceva sesso. La ragazza si sarebbe tolta la vita, almeno stando alla versione ufficiale emersa dalle indagini effettuate dopo il fatto dai carabinieri e dallo stesso ufficio giudiziario, impiccandosi in un’abitazione di Mugnano di Napoli.

Il nuovo fascicolo è stato aperto dal sostituto procuratore Giovanni Corona alla luce delle risultanze investigative consegnate all’ufficio inquirente di coordinato dal procuratore Francesco Greco dall’Emme-Team, il pool di consulenti statunitensi incaricato dalla madre della ragazza determinata a fare piena luce sulla vicenda. E grazie alle indagini dei consulenti statunitensi, insieme con l’avvocato difensore della Giglio, Salvatore Pettirossi, il bagaglio di elementi raccolti sulla triste storia di Tiziana risulta ora più pesante.

Tra questi sembrano pregnanti i due DNA maschili riscontrati sulla pashmina che la 31enne si sarebbe annodata al collo per togliersi la vita, a cui ieri si è aggiunta anche la prova che l’iphone trovato a poca distanza da corpo esanime di Tiziana è stato acceso, sbloccato e utilizzato per navigare sul web, per oltre un’ora, dopo il sequestro seguito al ritrovamento del cadavere. Gli investigatori avevano sempre sostenuto che, invece, non fu possibile scandagliare i contenuti del cellulare in quanto inaccessibile a causa del Pin. Non solo. Anche il consulente nominato dalla procura, tre giorni dopo, disse di non essere stato in grado di accedere ai dati del cellulare.

E invece, anche in quell’occasione, il dispositivo venne accesso, sbloccato e utilizzato per navigare, per circa 45 minuti. Un ultimo elemento che, come i precedenti, è stato consegnato alla procura riguarda l’ex fidanzato di Tiziana: il suo cellulare, quando i carabinieri erano nell’abitazione dove era stata trovato il cadavere della 31enne, si è agganciato a una cella telefonica di quella zona, tracciando i suoi spostamenti.