Martedì 23 Luglio 2024

Il sito-gioiello dimenticato. Tomba etrusca (senza turisti)

Esposti a Sesto Fiorentino i reperti della tholos, ma in pochi la visitano. Da Oristano a Marina di Gioiosa Ionica, i tesori archeologici da riscoprire.

Il sito-gioiello dimenticato. Tomba etrusca (senza turisti)

Il sito-gioiello dimenticato. Tomba etrusca (senza turisti)

Il mondo archeologico in Italia è da sempre sotto attacco: il mercato clandestino, alimentato dalle imprese criminali è florido. Non di rado compaiono nei musei (ad esempio al Getty a Malibu, dove era lo strepitoso tavolo dei grifoni, proveniente dalla Puglia e ora recuperato dalle attività del Nucleo Tutela e Patrimonio dei Carabinieri, attivissimo sul territorio nazionale) oggetti che nessuno ha mai visto, scavati illegalmente, danneggiando irreparabilmente le possibilità di una conoscenza approfondita dei materiali.

I tombaroli nella storia nazionale sono sempre stati una calamità e hanno arrecato danni enormi al patrimonio nazionale. Il recente film di Alice Rohrwacher “La chimera“ illustra, senza esprimere troppe critiche, in chiave picaresca un mondo di avventurieri senza scrupoli, narrando le vicende di un gruppo di loschi cercatori attivi nei territori della Tuscia, guidati da un inglese dotato di un potere di visione. La mappa dei luoghi archeologici, regione per regione, è ricchissima, sorprendente. Spesso si tratta di escursioni lunghe, complesse, altre volte le vestigia dell’antico sono sempre sotto gli occhi di tutti.

Il caso più clamoroso è a Brescia, dove il Capitolium è in pieno centro (negli anni recenti i musei hanno realizzato numerose manifestazioni intorno alla magnifica Vittoria in bronzo, riscoperta nell’Ottocento).

Altre volte le cose sono meno evidenti, a Sesto Fiorentino, in campagna, brilla la tomba a tholos, i cui reperti sono esposti per la prima volta alla Biblioteca Pubblica di Sesto, alla Villa Ginori. Un gioiello architettonico, poco visto, che segnala il luogo come centrale per le vicende degli etruschi, aperto ora (nella foto sotto), dopo lunghe chiusure, nel weekend a cura della Pro Loco (non lontano si trova anche 2 la Tomba della Mula, a cui sono associate numerose leggende).

A Paulilatino, in provincia di Oristano, brilla tra gli olivi il meraviglioso Pozzo di Santa Cristina, tempio ipogeo delle acque sacre, tagliato in forma triangolare che per alcuni studiosi raffigura una vagina stilizzata. In quel sacro specchio liquido si specchia la luna secondo il disegno degli antichi costruttori.

Libarna, presso Serravalle Scrivia (Alessandria) presenta quello che rimane di una intera città, che è ancora in buona parte da scavare. Il Piemonte, per solito associato a memorie medievali o barocche, ospita il magnifico Museo Archeologico a Palazzo Reale, dove fino al prossimo 10 novembre è in corso una interessante mostra sul culto di Iside in quei territori.

A Marina di Gioiosa Ionica si trova il bel Teatro Greco Romano, i cui resti compaiono tra oleandri e olivi. La struttura prevedeva nei tempi antichi una capienza di milleduecento spettatori e i resti, come nella stupenda visione di Segesta (Trapani), illustrano perfettamente una società in cui lo spettacolo aveva un ruolo fondamentale.

Luca Scarlini