La Sindone ieri è tornata protagonista del Sabato Santo a Torino. Per la seconda Pasqua in pandemia, al lenzuolo che secondo la tradizione ha avvolto il corpo di Gesù nel sepolcro sono state affidate le preghiere dei fedeli che la contemplano in tv e via social, mentre , l’arcivescovo di Torino monsignor Cesare Nosiglia (nella foto), ha invitato ad andare oltre il mistero della passione e della morte di Gesù. "La Sindone è specchio del Vangelo. Un Vangelo che non è solo dolore e sofferenza, ma anche amore, perdono, speranza. Questo vuol dire per noi pregare la Sindone – ha spiegato monsignor Nosiglia, che ha suggerito – un altro modo di portare la croce, quello di Maria, che è via di solidarietà e di amore, dono di sé e atto di confidenza in Dio e di speranza". Sono trecento le preghiere arrivate via social, poste di fronte alla

Sindone da una giovane che, "come le donne di Galilea al sepolcro", ha sparso anche olio profumato. A proclamare le letture nella liturgia, oltre ad alcuni ragazzi e ragazze, protagonisti di questa tappa del cammino di avvicinamento all’Incontro europeo dei giovani di Taizé, anche un operaio in rappresentanza dei lavoratori della ex Embraco. "Signore – prega – quando tanti giovani e padri di famiglia soffrono per la mancanza di lavoro, e viene meno la fiducia, fa splendere la tua luce".