di Elena G. Polidori È un racconto sconvolgente quello che Petre R., ventenne rumeno, di professione modello, ma "escort per necessità", ha affidato ieri a Repubblica.it e Corriere.it per fornire la sua versione dei fatti sul festino ferragostano (13-14 agosto) a casa dell’ex social media manager della Lega, Luca Morisi, da cui è poi scaturita l’inchiesta in cui risulta indagato lo stesso animatore della “Bestia“. "Quella notte mi ha distrutto la vita, la droga dello stupro l’ho avuta da lui". E ancora: "Eravamo in tre nella cascina – ha raccontato il giovane, che sarebbe rientrato ora in Romania – con me anche un mio amico connazionale, siamo stati contattati via web. Sono un modello, ma per necessità faccio anche l’escort. Il compenso era di 4mila euro (pagati con...

di Elena G. Polidori

È un racconto sconvolgente quello che Petre R., ventenne rumeno, di professione modello, ma "escort per necessità", ha affidato ieri a Repubblica.it e Corriere.it per fornire la sua versione dei fatti sul festino ferragostano (13-14 agosto) a casa dell’ex social media manager della Lega, Luca Morisi, da cui è poi scaturita l’inchiesta in cui risulta indagato lo stesso animatore della “Bestia“.

"Quella notte mi ha distrutto la vita, la droga dello stupro l’ho avuta da lui". E ancora: "Eravamo in tre nella cascina – ha raccontato il giovane, che sarebbe rientrato ora in Romania – con me anche un mio amico connazionale, siamo stati contattati via web. Sono un modello, ma per necessità faccio anche l’escort. Il compenso era di 4mila euro (pagati con un bonifico, una vera stranezza, ma nell’intervista a Corriere.it parla solo di 1500 euro, ndr) per una giornata. A un certo punto mi sono sentito molto male a causa delle sostanze assunte, sono scappato dall’abitazione e ho chiamato i carabinieri". P.R. è stato denunciato a piede libero per detenzione di stupefacenti, esattamente come Morisi, ma di quanto è avvenuto dentro la cascina di Belfiore il rumeno è stato testimone oculare. "All’inizio – ecco il racconto della serata – ci siamo divertiti tutti, e ci siamo drogati. La roba ce l’ha offerta Morisi. Non era la prima volta che lo facevo, ma non mi è mai capitato di sentirmi così male... ero devastato, mi ha preso male e a un certo punto, non so dire dopo quanto tempo, volevo andare via perché non mi sentivo bene. Ma gli altri due mi hanno detto di no…". A quel punto cosa ha fatto? "Sono scappato! Mi hanno visto tutti, anche una signora col cane che abita lì vicino e (questo dal racconto al Corriere.it, ndr) anche da un altro passante. Lo possono testimoniare i filmati delle telecamere di sorveglianza. Sono fuggito e ho chiamato col cellulare i carabinieri". Ha assistito alla perquisizione domiciliare? "Certo. C’erano i piatti con la cocaina sopra. Sono stato io a indicare ai carabinieri la libreria al primo piano dove Morisi la teneva: lo sapevo perché durante la serata più volte era andato lì a prenderla".

A detta del rumeno, nel casale di Belfiore c’erano solo loro due e Morisi, riferendo poi di "non aver visto nessun quarto uomo" di cui si era parlato. Mentre l’inventore della macchina social leghista continua a ribadire la sua versione – "quella boccetta non è roba mia" – e, secondo quanto si apprende, non dovrebbe presentarsi in procura.

Dunque, è probabile che affidi la sua versione dei fatti a una memoria o che lasci ai legali il compito di spiegare quello che, ha ripetuto l’avvocato, "è un fatto che attiene alla vita privata dell’interessato". Il legale di Morisi ha puntualizzato ancora un altro aspetto della vicenda: non esiste nessun quarto uomo, nella cascina a Belfiore c’erano solo Morisi e i due ragazzi romeni. Versione confermata anche dagli inquirenti e dagli investigatori per i quali questa vicenda sarebbe una "storia banale", almeno dal punto di vista giudiziario, con il romeno che accusa Morisi e l’ex spin doctor della Lega che nega di avergli ceduto la presunta droga. E resta da attendere l’esito delle analisi sulla boccetta, per le quali ci vorranno ancora giorni, mentre dal punto di vista politico la vicenda è davvero tutto un altro film.

Il capo della Procura di Verona Angela Barbaglio che ha in mano l’indagine ha anche chiarito di aver "riferito solo ciò che ricordavo quando mi è stata comunicata la notizia di reato, un mese e mezzo fa: e in quel momento riguardava solo la cessione di una sostanza liquida, che i due ragazzi asserivano essere droga. Cosa sia successo dopo non lo so. Se l’avvocato Pinelli (avvocato di Morisi,ndr) sostiene che oltre a questi c’è un secondo indagato, uno dei due ragazzi, immagino che lo faccia a ragion veduta, avendo contattato il pm per approfondire gli atti dell’inchiesta".