"La prevalenza della palma nell’iconografia presidenziale. Il ritorno del rimosso: la repubblica delle banane che siamo...". Il cinguettio al vetriolo è arrivato il 31 dicembre, dopo la fine del discorso del capo dello Stato. A lanciarlo, Tomaso Montanari (foto), rettore dell’università per Stranieri di Siena che, sul suo profilo...

"La prevalenza della palma nell’iconografia presidenziale. Il ritorno del rimosso: la repubblica delle banane che siamo...". Il cinguettio al vetriolo è arrivato il 31 dicembre, dopo la fine del discorso del capo dello Stato. A lanciarlo, Tomaso Montanari (foto), rettore dell’università per Stranieri di Siena che, sul suo profilo Twitter, ha allegato al commento un frame della palma che spunta alle spalle di Sergio Mattarella, dalla finestra della Palazzina del Fuga. Il tweet non è passato inosservato a Giovanni Grasso, portavoce del presidente della Repubblica. Immediata la replica dal profilo personale: "Il professore, anzi il magnifico rettore, si intende di arte ma poco di botanica. Il frutto della palma è il dattero, l’albero che produce le banane è il banano". Il botta e risposta ha totalizzato più di 600 commenti. Tra cui la controreplica di Montanari: "Le palme non fanno banane (ma chi l’ha mai detto…). Ma formano il paesaggio tipico delle Repubbliche delle Banane, espressione politica non botanica…in un’inarrestabile salita della “linea della Palma” (cit.). Facile arrampicarsi sulla botanica per non guardare alla politica".

Grasso, dopo la stoccata, ha ignorato l’ultima punzecchiatura di Montanari: "Che il capo della comunicazione della presidenza della Repubblica metta alla gogna un cittadino, che non si unisce al coro delle lodi, per una battuta critica, è tipico delle repubbliche delle banane". Ma Grasso era sparito. E della banana era rimasto giusto lo scivolone sulla buccia. A Montanari sono così arrivate le critiche di "suprematismo" di Giovan Battista Fazzolari, senatore di Fd’I che ha definito il suo comportamento "inaccettabile, razzista e discriminatorio".