Jack Ma, 56 anni, è il fondatore di Alibaba, la multinazionale cinese che opera. nel commercio online
Jack Ma, 56 anni, è il fondatore di Alibaba, la multinazionale cinese che opera. nel commercio online
La Cina continua a colpire Jack Ma, il fondatore del colosso del commercio online Alibaba. Dopo lo stop del regime comunista alle immatricolazioni del suo ateneo (perché il partito non vuole che si creino modelli alternativi di classe dirigente), ieri Alibaba è stata colpita dall’Antitrust con una multa record di 18,23 miliardi di yuan, ovvero 2,33 miliardi di euro. Una sanzione, in termini di numeri, pesantissima che rappresenta il punto più alto del...

La Cina continua a colpire Jack Ma, il fondatore del colosso del commercio online Alibaba. Dopo lo stop del regime comunista alle immatricolazioni del suo ateneo (perché il partito non vuole che si creino modelli alternativi di classe dirigente), ieri Alibaba è stata colpita dall’Antitrust con una multa record di 18,23 miliardi di yuan, ovvero 2,33 miliardi di euro. Una sanzione, in termini di numeri, pesantissima che rappresenta il punto più alto del giro di vite di Pechino contro le grandi conglomerate del tech cinese.

Nel mirino delle autorità finanziarie di Pechino c’è la pratica in uso dal 2015 di costringere i commercianti a scegliere una sola piattaforma. In questo modo, si legge nella nota diffusa dall’Antitrust, Alibaba ha limitato la concorrenza nel mercato delle piattaforme di servizi di vendita al dettaglio online in Cina, ostacolato l’innovazione e lo sviluppo dell’economia delle piattaforme e danneggiato gli interessi dei consumatori, costituendo "un abuso della posizione dominante sul mercato".

La risposta di Alibaba non si è fatta attendere. Il gigante di Jack Ma ha dichiarato subito di accettare la multa: "Rafforzeremo le operazioni in conformità con la legge e rafforzeremo ulteriormente la costruzione di un sistema di conformità basato su innovazione e sviluppo, e adempiremo meglio alle nostre responsabilità sociali", ha scritto il gruppo.

D’altra parte la sanzione, nonostante sia la più alta mai imposta in Cina, non sembra troppo preoccupare il colosso dell’e-commerce. Due miliardi di euro, infatti, rappresentano solo il 4% dei ricavi del gruppo. Ma a intimorire il patron Jack Ma è il continuo intensificarsi di affondi ricevuti dal regime.

Tutto ebbe inizio l’ottobre scorso, quando il tycoon irritò le autorità con un discorso fortemente critico nei confronti del partito. Un mese dopo, Pechino aveva bloccato la maxi-Ipo da 37 miliardi di dollari di Ant Group, braccio fintech di Alibaba. E a dicembre iniziarono le indagini sul colosso dell’e-commerce per "sospetti comportamenti monopolistici". Da quel giorno Jack Ma scomparve di scena, alimentando sospetti sulla sua morte. La sua ultima apparizione pubblica risale a gennaio, quando il tycoon aveva partecipato, in collegamento video, a un evento organizzato dalla fondazione che porta il suo nome. red. eco.