Le lacrime di Maria Elena Boschi, 40 anni, ieri alla Leopolda
Le lacrime di Maria Elena Boschi, 40 anni, ieri alla Leopolda
di Paola Fichera "Nè con i sovranisti di Salvini e della Meloni, nè con la deriva populista dei 5 stelle e il Pd che si è fatto ubriacare dal beppegrillismo". Matteo Renzi chiude la sua undicesima Leopolda puntando la barra al centro. Anzi il centrosinistra visto che non è Italia viva ad aver cambiato le sue idee, ma il Pd che se ne sta allontanando. Sia chiaro però: nessuna nostalgica reminescenza anche se cita Aldo Moro. "La discussione sul centro – scandisce – mi fa venire...

di Paola Fichera

"Nè con i sovranisti di Salvini e della Meloni, nè con la deriva populista dei 5 stelle e il Pd che si è fatto ubriacare dal beppegrillismo". Matteo Renzi chiude la sua undicesima Leopolda puntando la barra al centro. Anzi il centrosinistra visto che non è Italia viva ad aver cambiato le sue idee, ma il Pd che se ne sta allontanando. Sia chiaro però: nessuna nostalgica reminescenza anche se cita Aldo Moro. "La discussione sul centro – scandisce – mi fa venire l’orticaria".

E poi spiega: "Centro è una parola che può essere individuata in due modi diversi: il primo è un luogo statico e nostalgico del passato; il secondo è uno spazio che non sta nelle definizioni delle vecchia politica ma è paradossalmente il luogo dove si vincono le elezioni in Europa e nel mondo". E ancora: "Se immaginiamo il centro come un recinto di sigle, identità o peggio ancora ambizioni personali, si sappia che quel disegno non funzionerà mai. Se lo immaginiamo come il luogo dove si va a competere per raccogliere il consenso e vincere, allora quello è il luogo dove si vincono le elezioni, in Italia come nel resto del mondo". E cita Scholz che in Germania ha vinto convincendo gli elettori della Cdu e della Merkel e abbandonando la sinistra estrema. Poi Renzi mette le mani sullo spettro delle elezioni anticipate: ci sono – incalza – "quattro leader egoisti (Salvini, Meloni, Conte e Letta, ndr) che ci vogliono portare al voto nel 2022, invece di pensare agli investimenti del Pnrr, in ogni caso Italia Viva è pronta".

È stata del resto una Leopolda "sotto attacco", la più emozionata con Maria Elena Boschi che parla della "macchina del fango che ci ha colpito" e si commuove. Non è il lancio di un nuovo partito, ma l’idea di un cantiere "macroniano" sì. E tutti i dirigenti renziani ribadiscono che un centrosinistra allargato ai 5 stelle tradisce il riformismo e non è il loro obiettivo. Il messaggio al Pd è chiaro: "Il centrosinistra è la nostra casa – ribadisce il coordinatore nazionale Ettore Rosato – ma ce l’hanno distrutta".

È chiaro anche l’avvertimento che arriva a Renzi dall’Associazione nazionale magistrati dopo i suoi attacchi sul caso Open: "Il senatore ha mosso ai magistrati fiorentini accuse gravissime e inaccettabili, come quella di voler imbastire ‘un processo politico alla politica’". Ma un "rappresentante della Politica" dovrebbe più che mai "rispettare l’autonomia e l’indipendenza della giurisdizione, capisaldi di democrazia".