Massimo Donelli Sono nato nella patria del mugugno, Genova. Che, nello stesso tempo, è una culla della comicità. Da Gilberto Govi a Maurizio Crozza, passando per Beppe Grillo, Luca & Paolo, Andrea Di Marco, Maurizio Lastrico, Giovanni Vernia, Tullio Solenghi e senza dimenticare, ovviamente, il grandissimo Paolo Villaggio, la mia musona città ha regalato ore e ore di sane risate in tv...

Massimo

Donelli

Sono nato nella patria del mugugno, Genova. Che, nello stesso tempo, è una culla della comicità. Da Gilberto Govi a Maurizio Crozza, passando per Beppe Grillo, Luca & Paolo, Andrea Di Marco, Maurizio Lastrico, Giovanni Vernia, Tullio Solenghi e senza dimenticare, ovviamente, il grandissimo Paolo Villaggio, la mia musona città ha regalato ore e ore di sane risate in tv e al cinema. Siamo abituati a parlar poco, noi genovesi. Ed è forse anche questo aspetto della nostra rinomata parsimonia ad aver affinato il gusto per la battuta, per lo sfottò. Che infliggiamo o subiamo con identico divertimento. Nel calcio, per esempio. Non c’è livore tra tifosi del Genoa (come me) e della Sampdoria. Ma tanta, tantissima presa in giro. Gli sfottò, infatti, volano quotidianamente in un simpatico e goliardico gioco incrociato. Che mi auguro non finisca mai.

Nel solco di questa tradizione, sabato, al termine di Germania-Portogallo 4-2, ho fatto un tweet. Eccolo: "Dopo aver mandato giù 4 pere, stasera il salutista Cristiano Ronaldo digiuna. Solo acqua". Il riferimento alla sceneggiata nella conferenza stampa in cui il campione lusitano ha spostato due bottiglie di Coca Cola per raccomandare di bere H2O era evidente. Uno sfottò, insomma, come ne ho fatti e subiti tantissimi nella mia vita di tifoso. Perchè ne scrivo qui? Perché dalle 19,53 di sabato (quando Twitter lo ha messo in Rete) e per tutta la giornata di domenica sono stato investito da quella che in gergo internettiano si chiama shit-storm, letteralmente una tempesta di cacca. Nascosti perlopiù dietro nickname, infatti, sedicenti tifosi della Juventus mi hanno ricoperto di insulti con messaggi tra il violento e l’osceno. Lo confesso: ho provato tristezza. Perché il calcio senza sfottò è un po’ come gli stadi senza spettatori. E perché se basta una battuta (leggerissima, peraltro) a scatenare l’odio, beh, allora vuol dire che siamo proprio messi male. Non vi pare?