"Non tornerò più in mare, a costo di bruciare il libretto di lavoro, la mia famiglia è distrutta. Ormai sono stanco. Giuseppe Giacalone pescatore è morto". Ieri, alle 7,30, il peschereccio Aliseo è rientrato a Mazara del Vallo, scortato da una motovedetta della Guardia Costiera. A bordo, con una benda in testa e la maglietta sporca di sangue, il comandante dell’imbarcazione, Giuseppe Giacalone, ferito giovedì nell’attacco da parte di una motovedetta della guardia costiera libica. Ad accogliere l’imbarcazione il sindaco Salvatore Quinci, il vescovo Domenico Mogavero e l’assessore regionale alla pesca Toni Scilla. Ma c’erano anche i carabinieri della Scientifica del Comando provinciale di Trapani, che hanno effettuato i rilievi dei buchi su vetri e lamiere provocati dai colpi d’arma da fuoco. "Sono stati più di 100 quelli sparati dai militari libici – ha detto il comandante – mentre navigavamo a nord-est per raggiungere la Grecia e sulla testa ci sorvolava un elicottero della Marina. I colpi di mitra hanno mandato in frantumi i vetri, hanno bucato le lamiere e un proiettile mi ha sfiorato la fronte".