"Avviso ai naviganti: meglio nessuna legge che una legge pessima, che rischia di essere discriminatoria". Parola di Alessandro Zan, che torna sulla legge che porta il suo nome ed esplicita la linea del Pd: sul Ddl contro l’omofobia non si tratta. Dunque, i due Matteo, Salvini e Renzi, che anche ieri hanno tenuto alto lo scontro, pare debbano mettersi il cuore in pace. E hai voglia a insistere dicendo che "mediare è ancora possibile". Gli articoli sotto la lente sono sempre quelli (1, 4, 7), in particolare il primo che parla dell’identità di genere. Ma il tempo scorre e alla vigilia della settimana decisiva per il provvedimento contro l’omotransfobia

al Senato, non c’è aria di tregua. La discussione ricomincia in Aula domani, alle 12 scade il termine per gli emendamenti. Sul provvedimento incombe il rischio di un rinvio dell’esame a settembre

e il voto segreto, che potrebbe essere chiesto già sugli emendamenti. In serata arriva Letta. Che scandisce: "Nei prossimi giorni in Parlamento si comincerà la discussione, lo faremo con chiunque, purché serio e credibile".