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20 gen 2022

Il Pd spinge per Draghi, 5S divisi "Per ora non formalizziamo nomi"

Vertice tra Letta, Conte e Speranza. Nessuna mossa sarà fatta prima della decisione del centrodestra

20 gen 2022
Speranza (43 anni) e Letta (55) lasciano la residenza di. Conte (57) dopo il vertice
Speranza (43 anni) e Letta (55) lasciano la residenza di. Conte (57) dopo il vertice
Speranza (43 anni) e Letta (55) lasciano la residenza di. Conte (57) dopo il vertice
Speranza (43 anni) e Letta (55) lasciano la residenza di. Conte (57) dopo il vertice
Speranza (43 anni) e Letta (55) lasciano la residenza di. Conte (57) dopo il vertice
Speranza (43 anni) e Letta (55) lasciano la residenza di. Conte (57) dopo il vertice

di Ettore Maria Colombo ROMA Il primo vertice ufficiale dei tre leader del centrosinistra (Letta, Speranza e Conte) sul Quirinale si tiene a casa di Conte, dura due ore e si svolge di mattina presto. All’uscita, nonostante l’assedio asfissiante di microfoni e telecamere, nessun comunicato ufficiale. Solo tre tweet, peraltro in fotocopia, lanciati dai ‘tre amigos’. "Nessuna intesa sui nomi", dunque, per "lasciare aperte tutte le opzioni", ma una porticina lasciata aperta al dialogo: "Ne parleremo con il centrodestra nei prossimi giorni", si limita a dire il segretario del Pd, che poi aggiunge: "Siamo aperti al confronto, nessuno può vantare un diritto di prelazione, serve un nome condiviso". Letta, soprattutto, segnala: "Non ci sono i presupposti per Berlusconi al Colle" e, poi, all’Huffington Post, dice – visibilmente soddisfatto della cosa – "L’assalto della destra al Colle è fallito, ora serve serietà e un nome condiviso, no a rose di parte". Al Nazareno puntano tutte le loro carte su Draghi, che dovrebbe traslocare al Colle, ma anche garantire – previo accordo con tutti i leader di maggioranza – il futuro governo mentre ai partiti spetterebbe il "patto di legislatura" (per completare quella attuale) e la scelta dei ministri. Letta vuole donne e uno degli attuali tre dem rischia di saltare, ma dipenderà dagli accordi, e comunque Guerini appare l’unico inamovibile. Il M5s – diviso tra chi (ala Di Maio) vuole Draghi e chi (ala Conte) vorrebbe solo tenerlo dov’è – conferma il suo no secco a Berlusconi. Ma, dopo il vertice, Conte va per un’ora alla Farnesina da Di Maio, e stavolta tra i due sono dolori veri. Non è un mistero che il leader del Movimento 5 Stelle spinga per una candidatura terza: "Siamo pronti a offrire al Paese un nome che rappresenta tutti", dice. Ma fonti del M5s fanno subito filtrare ...

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