di Ettore Maria Colombo Senatore Franco Mirabelli, capogruppo Pd in commissione Giustizia, perché secondo voi il lodo del renziano Faraone, su cui la Lega si è detta disponibile a un’intesa, stravolgerebbe il ddl Zan? "La Lega da novembre scorso ha lavorato per affossare il disegno di legge approvato alla Camera: ci sono voluti tre mesi e un voto a maggioranza per costringere il presidente Ostellari solo ad aprire la pratica, poi il tentativo di abbinarlo ad altri provvedimenti, poi le 170 audizioni. La Lega ha fatto ostruzionismo e ha parlato di questa legge in termini che non rendono credibile la disponibilità concreta di fare mediazioni. Si vuole solo perdere altro tempo e rimandare il testo alla Camera per...

di Ettore Maria Colombo

Senatore Franco Mirabelli, capogruppo Pd in commissione Giustizia, perché secondo voi il lodo del renziano Faraone, su cui la Lega si è detta disponibile a un’intesa, stravolgerebbe il ddl Zan?

"La Lega da novembre scorso ha lavorato per affossare il disegno di legge approvato alla Camera: ci sono voluti tre mesi e un voto a maggioranza per costringere il presidente Ostellari solo ad aprire la pratica, poi il tentativo di abbinarlo ad altri provvedimenti, poi le 170 audizioni. La Lega ha fatto ostruzionismo e ha parlato di questa legge in termini che non rendono credibile la disponibilità concreta di fare mediazioni. Si vuole solo perdere altro tempo e rimandare il testo alla Camera per impedire l’approvazione in questa legislatura".

Sul merito?

"Sul merito basta dire che l’articolo 1 è stato frutto di un lungo lavoro alla Camera di mediazione e cucitura. Pensare di togliere la definizione di identità di genere significa togliere una definizione condivisa dalla Corte, presente nei trattati e nella nostra legislazione per sostituirla con una definizione che esclude dai diritti tante persone, come i transgender".

’Identità di genere, reati di opinione e giornata dell’identità di genere’ non sono scritti male?

"Non esistono testi perfetti e tutto poteva essere scritto meglio ma, francamente, raccontare che questa legge possa impedire la libera espressione delle idee o fagocitare i bambini nelle scuole nei percorsi di transizione è strumentale. Si tratta di punire chi istiga concretamente alla violenza e alle discriminazioni contro persone per il loro modo di essere e di dedicare una giornata a insegnare il rispetto e il valore delle diversità".

Pensa che Iv sia il ’cavallo di Troia’ delle destre?

"Penso solo che così si alimenti confusione. Oggi Iv voterà per la calendarizzazione. Lo stesso Renzi ribadisce di condividere il ddl Zan. Non si capisce perché le forze che l’hanno approvato alla Camera non dovrebbero votarla al Senato. Se succede la legge può essere approvata. Anche Iv dovrebbe lavorare per questo".

Ma il centrodestra vuole solo sabotare lo Zan?

"La Lega dall’inizio vuole affossare il disegno di legge e ancora oggi Fedriga, Gandolfini, lo stesso Salvini quando firma la carta dei valori con Orbán, non ne fanno mistero. Non credo alla volontà di mediazione".

Se insistete a portare in Aula il ddl Zan così com’è rischia di finire bocciato coi voti segreti? Un rischio calcolato o cercate la ‘bella morte’?

"Quindi? Andrebbe stravolta? Io penso che sui diritti gli spazi di mediazione siano limitati ma credo che i voti per approvare lo Zan ci siano".

Anche nel Pd diversi senatori e senatrici hanno mostrato dubbi e perplessità sul ddl Zan. Non temete che votino di no nel segreto dell’urna?

"Ne abbiamo parlato tanto tra di noi, abbiamo raccolto i dubbi e le perplessità ma anche condiviso l’importanza e la necessità di una legge contro l’omotransfobia e la misoginia che consenta a un transessuale o a due ragazzi omosessuali che si baciano di non rischiare di subire violenze. Il gruppo del Pd sarà compatto".

Sembra che il Pd voglia impiccarsi al ddl Zan. Fate una guerra ideologica?

"Questa idea che se si fa una battaglia giusta ma difficile significa immolarsi è sbagliata e allontana le persone dalla politica. Vogliamo proteggere persone private di diritti importanti per la propria condizione e le proprie scelte. È una battaglia da fare fino in fondo che vinceremo e che sta già facendo bene alla società italiana. Penso che la politica abbia bisogno di battaglie anche ideali. E il Pd non ha mai separato diritti civili da quelli sociali. Le cose stanno insieme".