Viviana Ponchia Dopo due anni di comprensibile umiliazione, commissariato sul versante patrimoniale perché sospettato di essere circuito da un collaboratore, Gianni Vattimo torna a disporre del proprio denaro come crede. E con sollievo apprende, parole sue, di "non essere rincoglionito". È la rivincita del teorico del pensiero debole, il filosofo italiano più tradotto al mondo, uno che a 85...

Viviana

Ponchia

Dopo due anni di comprensibile umiliazione, commissariato sul versante patrimoniale perché sospettato di essere circuito da un collaboratore, Gianni Vattimo torna a disporre del proprio denaro come crede. E con sollievo apprende, parole sue, di "non essere rincoglionito". È la rivincita del teorico del pensiero debole, il filosofo italiano più tradotto al mondo, uno che a 85 anni manda alle stampe le 2.637 pagine della sua opera omnia, ancora si diverte con Heidegger e Nietzsche, si candida alle amministrative da comunista duro e puro e ha la forza di azzuffarsi con il centrodestra e illustri colleghi. Nonostante tutto questo – e malgrado la soave ironia applicata a una situazione deprimente, che non è peculiarità dei pazzi – per molti mesi è stato considerato incapace di intendere e di volere, influenzabile, rimbambito. Si è lasciato psicanalizzare con un fastidio pieno di contegno, anche scherzandoci sopra: "Mica si può chiedere a un matto se è matto".

Secondo i periti sarebbe stato in grado di interpretare la realtà e analizzare il mondo, ma non di autodeterminarsi nella sfera personale, giudizio preoccupante in quanto applicabile a molti. Gli hanno controllato il bancomat, le carte di credito. E hanno mandato a processo per circonvenzione d’incapace Simone Caminada, l’assistente che vive in casa sua da dieci anni con uno stipendio di 1.300 euro al mese. Adesso la corte civile di Torino gli restituisce tutto in appello: soldi, autonomia, salute mentale. E congeda l’amministratore di sostegno che centellinava in due tranche solo metà della pensione da docente e eurodeputato. Fine di un incubo per lui, un po’ di apprensione per chi assiste allibito. Se Simone fosse stato Simona le cose sarebbero andate diversamente? E se lui non fosse stato così famoso? Se avesse avuto trent’anni di meno? All’interessato non importa più "un fico secco", sempre parole sue. A noi sì: se tutto questo succede a Gianni Vattimo, non c’è speranza per nessuno.