FAENZA Da sette mesi non si vedevano. Da quando il 3 marzo la polizia era andata a casa del padre a prenderselo. E poi tanti no dalla magistratura a un incontro in carcere. Perché lei è una testimone chiave dell’omicidio della madre, la 46enne Ilenia Fabbri massacrata il 6 febbraio nella sua abitazione di Faenza, nel Ravennate. Ieri mattina per Arianna – 21 anni e il peso di una vicenda troppo grande per chiunque – in occasione...

FAENZA

Da sette mesi non si vedevano. Da quando il 3 marzo la polizia era andata a casa del padre a prenderselo. E poi tanti no dalla magistratura a un incontro in carcere. Perché lei è una testimone chiave dell’omicidio della madre, la 46enne Ilenia Fabbri massacrata il 6 febbraio nella sua abitazione di Faenza, nel Ravennate. Ieri mattina per Arianna – 21 anni e il peso di una vicenda troppo grande per chiunque – in occasione dell’inizio del processo davanti alla Corte d’Assise di Ravenna, si è profilata l’occasione di un confronto con il padre, il meccanico 54enne faentino Claudio Nanni inquadrato quale mandante del delitto della ex moglie.

Un secco no, pure questa volta, anche se fosse stato solo per un saluto: almeno finché la ragazza non avrà testimoniato. Tra i due c’è stato il tempo giusto di un lungo, carico sguardo oltre il vetro antiproiettile delle gabbie prima che l’attenzione della ragazza si proiettasse solo sull’altro imputato, il sicario reo confesso. Ovvero il 53enne Pierluigi Barbieri, alias lo Zingaro, di origine cervese ma negli ultimi tempi domiciliato nel Reggiano.

Fisico monumentale, l’espressione fissa e i pollici ficcati in tasca: Barbieri è stato fatto sedere in una gabbia separata, e lì dentro è rimasto sempre in silenzio. E anche se Arianna si è costituita parte civile contro entrambi gli imputati chiedendo due milioni di euro di danni e il sequestro conservativo di tutti i loro beni, è chiaro che è lo Zingaro il centro perfetto del suo livore.

La giovane è andata a sedersi accanto al suo avvocato; lo Zingaro era dietro di lei, in diagonale, a una manciata di passi. Gli sguardi della 21enne hanno da subito imboccato il sentiero verso la gabbia del sicario: a tratti lei si sgranchiva le nocche, riscaldava i muscoli del collo agitando la testa con brevi movimenti rotatori, manifesto di un linguaggio corporeo che chiederebbe il confronto. Barbieri puntava altrove, in un apparente disinteresse. L’ultimo sussulto quando in chiusura Arianna ha cercato di avvicinarsi: l’avvocato e la fidanzata l’hanno subito raggiunta e la penitenziaria si è frapposta fino a vederla scomparire oltre un’uscita laterale.

Andrea Colombari