La didattica a distanza incombe sulla scuola. Nonostante il commissario straordinario confermi che a settembre si raggiungerà l’80% dei vaccinati, nella maggior parte delle Regioni è probabile che nelle scuole si proceda ancora con mascherine, distanziamenti e, alle superiori, se serve, didattica a distanza. "Lavoriamo per una scuola in presenza senza se e senza ma" ha detto il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. "Non ci possiamo assolutamente permettere di non riprendere l’anno scolastico in presenza, va messo in campo uno sforzo maggiore per incentivare le vaccinazioni" ha detto il sottosegretario alla salute, Andrea Costa. Ma la realtà è che in molte regioni sarà impossibile evitare la Dad alla luce del fatto che il 25 giugno, rispondendo a una...

La didattica a distanza incombe sulla scuola. Nonostante il commissario straordinario confermi che a settembre si raggiungerà l’80% dei vaccinati, nella maggior parte delle Regioni è probabile che nelle scuole si proceda ancora con mascherine, distanziamenti e, alle superiori, se serve, didattica a distanza. "Lavoriamo per una scuola in presenza senza se e senza ma" ha detto il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. "Non ci possiamo assolutamente permettere di non riprendere l’anno scolastico in presenza, va messo in campo uno sforzo maggiore per incentivare le vaccinazioni" ha detto il sottosegretario alla salute, Andrea Costa.

Ma la realtà è che in molte regioni sarà impossibile evitare la Dad alla luce del fatto che il 25 giugno, rispondendo a una serie di domande del ministero dell’Istruzione, il Cts ha detto che "le misure da applicare per l’inizio del prossimo anno scolastico 2021-2022 dovrebbero essere le stesse previste all’inizio del precedente anno". E quindi, mascherina, distanziamento e, ove necessario Dad. Anche perché sul fronte dei trasporti si è fatto poco o nulla. "Mantenere il distanziamento, usare le mascherine e altro – osserva Mario Rusconi, presidente dell’Associazione presidi del Lazio – implica che gli studenti dovranno essere nuovamente impegnati nella Dad: ci chiediamo allora in questo anno e mezzo è possibile non essere riusciti a trovare soluzioni alternative, possibile che permangano le classi-pollaio?". Proprio per evitare la Dad il ministero dell’Istruzione sta valutando se chiedere al Cts di aggiornare le linee guida, stabilendo un criterio meno severo per il distanziamento. Ma al Cts sono molto freddi su questa eventualità.

"Non facciamoci illusioni, sarà un altro anno da vivere in emergenza. La scuola apre domani e miracoli non se ne fanno. A settembre solo una minima quota di studenti sarà vaccinata e poi il 15% del personale scolastico non ha ancora ricevuto nemmeno una dose. Purtroppo è logico aspettarsi sospensioni dell’attività in presenza" ha detto ieri in una intervista a La Stampa l’ex coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo. Solo alcune regioni sono convinte di riuscire a farcela senza Dad. Tra queste c’è il Lazio, che con l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato ha assicurato che "nel Lazio non ci sarà Dad perché prima dell’inizio della scuola riusciremo a vaccinare il 70-80% dei ragazzi: 40mila sono già vaccinati e gli altri inizieremo a vaccinarli da ferragosto". C’è chi, come l’assessore regionale alla Salute dell’Emilia Romagna, Raffaele Donini, chiede che nella gestione dei focolai a scuola si consideri la situazione degli alunni vaccinati, dando via libera alla presenza dei ragazzi vaccinati. "Laddove le percentuali di vaccinati saranno elevate – concorda il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli – si può ipotizzare un ritorno alla normalità, i ragazzi sono convinti dell’utilità della vaccinazione, non abbiamo problemi a convincerli". Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ha annunciato "un piano straordinario di vaccinazione della popolazione sudentesca". Altre regioni attendono invece le mosse del governo. Ma i comitati di genitori e docenti No Dad sono già sul piede di guerra. "Alla scuola – osserva Stefania Cecchetti, presidente del comitato ’A Scuola!’ – si chiedono sacrifici assurdi. Perché parlare di mantenere un metro di distanza significa riproporre la Dad: semplicemente scandaloso". Perplessi pure i sindacati. Cgil e Cisl chiedono investimenti e un incontro con il ministro Bianchi. Critica pure la Uil. "Ci risiamo. Dobbiamo contare sulla provvidenza e sui vaccini, una strategia che non ci consegna un futuro tranquillo – osserva il segretario generale di Uil Scuola, Pino Tuti – perché ricadere nella Dad significa perdere una intera generazione di studenti".