di Alessandro Farruggia Regioni italiane "rosso scuro" a rischio test e quarantena in Ue? Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e provincia autonoma di Bolzano non ci stanno e replicano a muso duro all’Europa. Tutto nasce dalla simulazione del Ecdc su dati risalenti al 17 gennaio scorso mostrata in anteprima dal commissario europeo per la Giustizia, Didier Reynders, durante la conferenza stampa di ieri. Una cartina che piazzava nella nuova categoria di rischio "rosso scuro" le Regioni con più di 500 casi ogni 100mila abitanti. Il Friuli Venezia Giulia era dato a 768, Bolzano a 696, il Veneto a 656 e l’Emilia...

di Alessandro Farruggia

Regioni italiane "rosso scuro" a rischio test e quarantena in Ue? Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e provincia autonoma di Bolzano non ci stanno e replicano a muso duro all’Europa. Tutto nasce dalla simulazione del Ecdc su dati risalenti al 17 gennaio scorso mostrata in anteprima dal commissario europeo per la Giustizia, Didier Reynders, durante la conferenza stampa di ieri. Una cartina che piazzava nella nuova categoria di rischio "rosso scuro" le Regioni con più di 500 casi ogni 100mila abitanti. Il Friuli Venezia Giulia era dato a 768, Bolzano a 696, il Veneto a 656 e l’Emilia Romagna a 528. "Sono considerate a rischio alto – ha spiegato Reynders – le zone in cui il tasso d’infezione è maggiore a 500 nuovi casi per 100mila persone negli ultimi 14 giorni, qui si teme che più facilmente si diffondano le varianti del virus". Per chi proviene da una regione "rosso scuro", la Commissione suggerisce che gli Stati membri richiedano l’effettuazione di un test prima dell’arrivo in un altro Paese al quale dovrà essere aggiunto anche un periodo di quarantena. Misure molto dure.

In realtà dati aggiornati delle regioni italiane mostrano livelli ben più bassi. "A oggi – osserva l’assessore alla Salute della Regione Emilia Romagna, Raffaele Donini –, il numero cumulativo di positivi ogni 100mila abitanti, è certamente sotto soglia. Sia nell’ultima settimana (18-24 gennaio), quando sul territorio il rapporto è stato di 205 positivi su 100mila abitanti, sia quella relativa alle 2 settimane precedenti (4-17 gennaio), che hanno fatto registrare 486 positivi su 100mila abitanti. L‘Emilia-Romagna, con i dati attuali, non correrebbe quindi certo il rischio di entrare, a livello europeo, in zona ‘rosso scuro’". Stesso discorso anche in Veneto, dove il dato dell’ultima settimana è 201; in Friuli dove è 221 e anche nella Provincia di Bolzano dove è 309. Se invece si prende in esame il criterio degli ultimi 14 giorni – quello preferito da Bruxelles – secondo i dati dell’ultimo rapporto della cabina di regia l’Emilia Romagna è a 494 (quindi ancora una volta sotto soglia) mentre le altre sono sopra soglia: il Friuli Venezia Giulia è a 507, il Veneto a 579, la provincia autonoma di Bolzano a 646. Ecco perché è proprio contro la filosofia usata della Commissione si sono mossi in prima persona i governatori.

"Imporre ai cittadini delle nostre Regioni l’obbligo di test e quarantena per poter viaggiare nell’Unione Europea, così come previsto per le realtà colorate di ‘rosso scuro’ – osservano i governatori dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e del Veneto, Luca Zaia – significherebbe penalizzare le amministrazioni che effettuano il maggior numero di tamponi e non, come sarebbe invece necessario, operare una valutazione su parametri epidemiologici oggettivi". "Siamo a rischio rosso scuro – concorda il presidente della provincia di Bolzano Arno Kompatscher – solo perché facciamo tanti test. Seguendo questa logica una Regione che non effettua test non avrebbe problemi, perché avrebbe un’incidenza di zero". E sarebbe un paradosso.