L’ex premier Giuseppe Conte, 56 anni, prossimo leader del Movimento 5 Stelle
L’ex premier Giuseppe Conte, 56 anni, prossimo leader del Movimento 5 Stelle
di Elena G. Polidori Il prossimo garante del M5s sarà eletto dagli iscritti, come un presidente qualsiasi. Ma il primo garante, quello attuale, non si tocca. Ed è lui, Beppe Grillo, che ha scelto Giuseppe Conte come primo presidente del nuovo M5s. Ieri è stato pubblicato il nuovo statuto (che sarà votato dalla base tra il 5 e il 6 agosto) presentato da Conte in una diretta Facebook di meno di 10 minuti che, tuttavia, sanciscono la sua discesa in campo ufficiale. "Non possiamo lasciare che gli impegni presi con i cittadini vengano abbandonati – ha scandito l’ex premier –, è una questione di rispetto: il M5s riparte con nuovo slancio, con il vento delle battaglie che verranno". Ma senza dimenticare le radici,...

di Elena G. Polidori

Il prossimo garante del M5s sarà eletto dagli iscritti, come un presidente qualsiasi. Ma il primo garante, quello attuale, non si tocca. Ed è lui, Beppe Grillo, che ha scelto Giuseppe Conte come primo presidente del nuovo M5s. Ieri è stato pubblicato il nuovo statuto (che sarà votato dalla base tra il 5 e il 6 agosto) presentato da Conte in una diretta Facebook di meno di 10 minuti che, tuttavia, sanciscono la sua discesa in campo ufficiale.

"Non possiamo lasciare che gli impegni presi con i cittadini vengano abbandonati – ha scandito l’ex premier –, è una questione di rispetto: il M5s riparte con nuovo slancio, con il vento delle battaglie che verranno". Ma senza dimenticare le radici, ovvero il rivendicare di essere "quelli della legge spazzacorrotti, del superbonus e del reddito di cittadinanza, che qualcuno vorrebbe smantellare per interessi di bottega: piuttosto rinnoviamolo nella parte delle politiche attive. Una chiara risposta a Matteo Renzi, che è arrivato a ipotizzare un referendum per abolirlo. Ma la rivendicazione delle altre riforme varate dei suoi governi spiega quale sarà la linea politica: "Abbiamo realizzato gran parte delle riforme promesse e che oggi non possiamo lasciare che vengano cancellate. È una questione di rispetto della democrazia e degli elettori".

Una parte importante, ovviamente, è dedicata alla giustizia, che ha diviso i 5 Stelle e ora è il primo banco di prova per Conte: "Vogliamo processi veloci, ma non accetteremo mai che vengano introdotte soglie di impunità e venga negata giustizia alle vittime dei reati, non accetteremo mai che il processo penale per il crollo del ponte Morandi possa rischiare l’estinzione", sono le parole nette di Conte, che domani è atteso a Palazzo Chigi da Draghi proprio per trovare una mediazione sulla riforma Cartabia. Ma già ieri ha fatto capire di essere ormai saldo al comando: "Voglio spendere tutto me stesso, tutta la mia passione. Io sono pronto e non intendo mollare di un centimetro nello statuto troverete le basi per rilanciare l’azione comune: la piena agibilità politica del presidente del Movimento, una chiara separazione tra ruolo di garanzia e indirizzo politico. Gli iscritti avranno un ruolo sempre più centrale. L’Italia ha bisogno di nuove idee, delle nostre idee. Apriamo e contaminiamoci".

Intanto a parlare è il testo del nuovo statuto con tanto di nuova ’mission’ per le 5 stelle delle origini. "Le cinque stelle che costellano il nostro orizzonte – si legge all’articolo 2 delle 39 pagine del testo – sono i beni comuni, l’ecologia integrale, la giustizia sociale, l’innovazione tecnologica e l’economia eco-sociale di mercato. Queste stelle costituiscono i punti cardine dell’azione politica del M5s, sono le priorità dell’impegno civico e istituzionale dei suoi rappresentanti". La novità è anche visiva: spunta un nuovo logo, con la scritta "2050" al posto di "ilblogdellestelle.it", ma – si spiega – i due simboli sono "utilizzabili autonomamente".

Ma il cambiamento passa anche da un altro punto, forse il più importante. Spunta la "cura delle parole", "l’attenzione per il linguaggio adoperato" che diventano "importanti per migliorare i legami di integrazione e rafforzare la coesione sociale", si legge al punto O della Carta dei Valori: "Le espressioni verbali aggressive devono essere considerate al pari di comportamenti violenti, la facilità di comunicare consentita dalle tecnologie digitali, non deve indurre a dichiarazioni irriflesse o alla superficialità di pensiero". Insomma, addio per sempre "vaffa". È davvero tempo, per i 5 Stelle, di morire democristiani...