Le polemiche sul messaggio di Grillo rischiano di imprimere una battuta d’arresto all’atteso processo di rilancio del Movimento, con la nuova leadership di Giuseppe Conte (foto). I gruppi 5 Stelle scalpitano. Aspettano un chiarimento sull’organizzazione del nuovo partito, sui ruoli ed anche sulla strategia politica. Non fosse altro...

Le polemiche sul messaggio di Grillo rischiano di imprimere una battuta d’arresto all’atteso processo di rilancio del Movimento, con la nuova leadership di Giuseppe Conte (foto). I gruppi 5 Stelle scalpitano. Aspettano un chiarimento sull’organizzazione del nuovo partito, sui ruoli ed anche sulla strategia politica. Non fosse altro che per iniziare a mettere in ordine qualche casella in vista delle prossime amministrative.

"Non abbiamo nessuno che sia deputato a parlarne e a trattare" si lamenta infatti un deputato. Non lo è Conte, non ancora insignito della carica di capo. Nè Crimi, a cui un Tribunale ha già tolto la rappresentanza legale. Il "reggente" prova a tenere insieme il M5s come può ed ha anche avviato la sua controffensiva legale: il 30 aprile in Corte d’appello a Cagliari verrà infatti discusso il reclamo di Crimi contro la nomina del curatore legale che ha preso il suo posto. C’è stata una prima udienza il 9 aprile, ma la difesa di Crimi ha chiesto un rinvio. Ma il tempo corre e il rinvio potrebbe arrivare a giochi fatti.

Forse, anche per questo, Conte resta alla finestra. Né è stata definita la querelle con Rousseau: dopo la comunicazione del nuovo regolamento sul trattamento economico dei parlamentari, con la definizione dell’ammontare da versare, anche per il "mantenimento delle piattaforme tecnologiche", nel week-end il gruppo di Montecitorio ha dovuto ripetere la votazione per l’indicazione dei candidati in alcune commissioni. Il primo tentativo di voto con Google Form è stato annullato, perché i voti risultavano visibili nel corso del procedimento. Un passo falso a cui guarda Casaleggio che continua a considerare Rousseau come imprescindibile dal M5s.