Si inasprisce ulteriormente, e si allarga pericolosamente nel mondo musulmano, lo scontro tra Francia e Turchia innescato dalla polemica sulle vignette di Maometto dopo le parole del leader francese Macron. Durante la solenne cerimonia per Samuel Paty, il professore assassinato da un giovane ceceno...

Si inasprisce ulteriormente, e si allarga pericolosamente nel mondo musulmano, lo scontro tra Francia e Turchia innescato dalla polemica sulle vignette di Maometto dopo le parole del leader francese Macron. Durante la solenne cerimonia per Samuel Paty, il professore assassinato da un giovane ceceno dopo aver mostrato durante una lezione sulla libertà d’espressione alcune vignette pubblicate da Charlie Hebdo, il numero uno di Francia aveva detto: "Non rinunceremo alle vignette, anche se altri indietreggiano, perché in Francia i Lumi non si spengono". Il presidente turco Erdogan torna ora alla carica riaffermando che Macron deve sottoporsi a "esami mentali".

Il tutto mentre il premier pachistano Imran Khan lo accusa di "incoraggiare l’islamofobia" e nelle piazze palestinesi si assiste alle prime manifestazioni di protesta. Il presidente turco sembra intenzionato a tenere alto il livello di una polemica in cui la difesa dell’Islam sembra funzionale all’affermazione degli interessi geopolitici di Ankara: la questione delle vignette resta un argomento esplosivo, capace di provocare nel mondo musulmano le reazioni delle popolazioni e dei loro leader. Reazioni delle piazze tra i palestinesi nella Striscia di Gaza: bruciate foto di Macron. Proteste di Hamas e del governo giordano.

In serata, Macron replica (anche con un tweet in arabo): "Non ci fermeremo. Rispettiamo tutte le differenze nello spirito di pace. Non accettiamo mai l’incitamento all’odio e sosteniamo un dibattito ragionevole. Difenderemo la dignità umana".