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2 ago 2022

Il mito Marilyn: amori, vizi e virtù. La Monroe rivoluzionò l’America perbenista

I riccioli biondi, la bocca rossa fuoco: così diventò l’icona sexy. Alla prossima Mostra di Venezia arriva il film “Blonde“. ispirato al libro che racconta il suo lato più privato e familiare

2 ago 2022
silvia gigli
Cronaca
Il vero nome di Marilyn Monroe, nata nel 1926, era Norma Jean Mortenson
Il vero nome di Marilyn Monroe, nata nel 1926, era Norma Jean Mortenson (Afp)
Il vero nome di Marilyn Monroe, nata nel 1926, era Norma Jean Mortenson
Il vero nome di Marilyn Monroe, nata nel 1926, era Norma Jean Mortenson (Afp)

Sessant’anni e sembra ieri. I suoi riccioli platino, la bocca rosso fuoco, lo sguardo apparentemente innocente, le curve mozzafiato. Marilyn Monroe fu trovata cadavere nel letto della sua casa al 12305 di Fifth Helena Drive a Los Angeles. Era il 4 agosto 1962. Aveva solo 36 anni e una tragica fame di vita e d’amore. La sua chioma, la sua fragile bionditudine, avevano incantato il mondo, occultando però le sue vere aspirazioni: essere presa sul serio come attrice e trovare il vero amore. Non si contano i libri e i film dedicati al sex symbol più amato del mondo. “Blonde” di Joyce Carol Oates è l’ultimo in ordine di tempo. Il premio Pulitzer narra non solo un sex symbol, ma una donna complicata e insicura che è entrata nel mito. Da adolescente solitaria a bellezza planetaria, ma anche donna fragile, giovane determinata, amante incostante, playmate, paziente in analisi, con molti amanti e poco amore. Joyce Carol Oates mescola storia e finzione in un romanzo in cui la vita si intreccia con la fantasia. Ma non è finita qui. Dal libro della Oates è stato tratto un film targato Netflix diretto da Andrew Dominik e interpretato da Ana de Armas che sarà in concorso al 79mo Festival del Cinema di Venezia e visibile da tutti dal prossimo 28 settembre. Mito mai sopito, anzi rinforzato da plurime imitazioni, cinematografiche e non, Norma Jean è la metafora perfetta della bionditudine come categoria sociale. Pensiamo a film come “La rivincita delle bionde” con Reese Witherspoon o alla quantità di attrici, da Jennifer Aniston a Cameron Diaz, che hanno sposato il biondo come stile di vita. Perché? Banalmente perché il biondo illumina, rende radiose, spensierate, apparentemente semplici e forse anche poco intelligenti. Un luogo comune che, fortunatamente, è stato sfatato ma che talvolta si annida ...

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