20 gen 2022

Il ministro smentisce i presidi "In aula nove studenti su dieci"

Per i dirigenti il 50% delle classi sarebbe già in Dad. Bianchi: "No, scuole sicure. I contagi durante le feste"

Patrizio Bianchi, ferrarese, 69 anni, è diventato ministro della pubblica istruzione il 13 febbraio dello scorso anno con il governo Draghi
Patrizio Bianchi, ferrarese, 69 anni, è diventato ministro della pubblica istruzione il 13 febbraio dello scorso anno con il governo Draghi
Patrizio Bianchi, ferrarese, 69 anni, è diventato ministro della pubblica istruzione il 13 febbraio dello scorso anno con il governo Draghi

ROMA Tra ministero dell’Istruzione, presidi e sindacati, sulla Dad è guerra dei numeri. A poco più di una settimana dalla riapertura delle scuole è tempo di bilanci. A farli è il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, snocciolando i dati del ritorno tra i banchi durante l’audizione alla commissione Cultura della Camera. Cifre che sembrano smorzare i toni di preoccupazione degli ultimi giorni, quando i presidi avevano stimato metà delle classi in Dad. Secondo quanto riferito da Bianchi, infatti, l’88,4% degli oltre 7 milioni di studenti italiani è in presenza, contro un 11,6% che invece segue le lezioni da remoto. Una percentuale che varia di regione in regione ma che si traduce in oltre 850 mila ragazzi e ragazze lontani dalle aule a causa della pandemia. Sono invece il 93,4% le classi in presenza. Tra queste, però, il 13,1% ha attivato la Dad per uno o più casi di contagio o quarantene. Al contrario, il 6,6% delle classi è totalmente a distanza. Numeri e dati che, sottolinea lo stesso Bianchi, non vogliono nascondere i "molti e vari problemi" della scuola, ma che al tempo stesso però evidenziano la sicurezza delle aule. "Il grosso dei contagi è avvenuto durante il periodo di chiusura per le festività", ribadisce il ministro, annunciando prossime novità per "semplificare" le procedure per Dad e quarantene. Tutto bene? Macché. I numeri forniti da Bianchi sulle presenze in aula non convincono però i sindacati, con la Flc Cgil che li definisce "a dir poco fumosi e opachi" e predispone una diffida. Anche per la Gilda degli Insegnanti si tratta di dati che "si limitano alle percentuali e danno un’idea riduttiva del reale disagio che le scuole stanno vivendo". In Lombardia, per esempio, ci sono 5.415 classi in isolamento (pari all’8,2%) per un totale di 67.433 alunni e 3.320 operatori. Peggio va solo in ...

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