Enrico Giovannini, romano, classe 1957 è ministro delle Infrastrutture (Ansa)
Enrico Giovannini, romano, classe 1957 è ministro delle Infrastrutture (Ansa)
Il conto alla rovescia è cominciato. Da lunedì tutti in classe. E i problemi cominceranno prima ancora di entrare in aula, sugli autobus e le metropolitane che si riempiranno di alunni. Più o meno come nel 2020. Ma con l’ennesimo flop delle Regioni sul fronte della capacità di spesa. Infatti, rispetto alla dote di 618 milioni stanziati dal governo per il secondo semestre del 2021, che si aggiungono ai 222 rendicontati fra gennaio e giugno di quest’anno, dalle Regioni sono arrivati piani per 44 milioni. Una goccia. Green pass, ok al nuovo decreto: le novità. Obbligo per chi entra a scuola Quanti...

Il conto alla rovescia è cominciato. Da lunedì tutti in classe. E i problemi cominceranno prima ancora di entrare in aula, sugli autobus e le metropolitane che si riempiranno di alunni. Più o meno come nel 2020. Ma con l’ennesimo flop delle Regioni sul fronte della capacità di spesa. Infatti, rispetto alla dote di 618 milioni stanziati dal governo per il secondo semestre del 2021, che si aggiungono ai 222 rendicontati fra gennaio e giugno di quest’anno, dalle Regioni sono arrivati piani per 44 milioni. Una goccia.

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È il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, a tirare fuori la cifre durante la sua audizione in Commissione Trasporti, battendo e ribattendo su un unico tasto: la necessità di una riforma complessiva del settore. "C’è un ampio spazio finanziario per potenziare il trasporto pubblico locale – spiega il responsabile del dicastero di Porta Pia – e le Regioni già sanno che non ci saranno problemi di coperture".

Un invito, cioè, ad accelerare il passo e a mettere a punto i piani di sviluppo. Un tema strettamente collegato a quello della vigilanza necessaria per garantire una "mobilità" in sicurezza. "Solo sei Regioni, per il momento, hanno previsto costi aggiuntivi per il rafforzamento delle operazioni di controllo per il trasporto pubblico locale: Abruzzo, Lombardia, Veneto, Marche, Umbria e Sicilia. Altre amministrazioni hanno comunicato invece che il monitoraggio è ancora in corso". Insomma, si vedrà. Qualche passo in avanti più deciso è stato fatto, invece, per lo scaglionamento degli orari di apertura dei negozi e di ingresso a scuola. "C’è stata una crescente capacità dei tavoli prefettizi di individuare selettivamente le linee a maggior carico. Una novità importante rispetto all’anno scorso, un’organizzazione capillare che ha consentito una migliore programmazione".

Certo, non mancano le eccezioni, soprattutto nelle grandi città metropolitane del Sud, dove non c’è stata una differenziazione delle fasce di orario. Nonostante i ritardi nella spesa, la situazione rispetto all’anno scorso è sicuramente migliorata. E Giovannini rispedisce al mittente chi accusa il governo di aver fatto poco o nulla.

Sulla base dei dati forniti dalle amministrazioni locali e da Trenitalia si stima un aumento dei servizi negli orari di punta pari al 10% sui treni e al 15-20% sui mezzi locali.

"I servizi aggiuntivi previsti per l’autunno del 2021 – aggiunge ancora il ministro – sono pari a 3,4 volte quelli messi in campo a settembre del 2020. Mentre i servizi aggiuntivi previsti per la seconda parte del 2021 superano del 9,3% quelli rendicontati nel primo semestre".

Resta il fatto, ha concluso Giovannini, che il Covid ha peggiorato la situazione del traffico locale, incrementando l’uso dell’auto. Mentre la mobilità "dolce", con i mezzi privati elettrici o a pedale, non è mai decollata.