di Nino Femiani CAPRI (Napoli) Sono le 11,30, il sole è allo zenith, torrido in una giornata tersa e luminosa. Un gruppo di turisti romani sale sul minibus che da Marina Grande va fino alla Piazzetta di Capri, con loro anche cittadini francesi e libanesi. C’è un guasto alla funicolare gestita dalla società Atc. I minibus, i piccoli mezzi che si inerpicano lungo gli stretti tornanti che dal mare portano alle vie dello shopping, sono presi d’assalto. Il mezzo è stracolmo, al massimo della capienza, una ventina a bordo o poco meno. Si parte con qualche minuto di ritardo. Sale tranquillo l’automezzo della linea rossa,...

di Nino Femiani

CAPRI (Napoli)

Sono le 11,30, il sole è allo zenith, torrido in una giornata tersa e luminosa. Un gruppo di turisti romani sale sul minibus che da Marina Grande va fino alla Piazzetta di Capri, con loro anche cittadini francesi e libanesi. C’è un guasto alla funicolare gestita dalla società Atc. I minibus, i piccoli mezzi che si inerpicano lungo gli stretti tornanti che dal mare portano alle vie dello shopping, sono presi d’assalto. Il mezzo è stracolmo, al massimo della capienza, una ventina a bordo o poco meno. Si parte con qualche minuto di ritardo. Sale tranquillo l’automezzo della linea rossa, guidato da Emanuele Melillo, un giovane napoletano, poi succede qualcosa di inspiegabile.

Di colpo il bus piega sulla destra, si appoggia a una ringhiera che cede di schianto, come un foglio di carta velina. Perché sia avvenuto lo sfondamento del parapetto è ancora da spiegare, sarà l’inchiesta della polizia a fornire gli elementi. Un aiuto arriverà anche dalle telecamere della Finanza che nei pressi del disastro ha una casermetta. Si lavora su una griglia di ipotesi, almeno quattro: un fatale malore dell’autista forse un infarto, un guasto allo sterzo, una distrazione del conducente dovuta all’uso del telefonino, il sorpasso azzardato da parte di un’auto o di un taxi che avrebbe spinto Melillo a piegare bruscamente verso destra.

In un attimo il bus scompare dalla stradina di Capri, e precipita nel vuoto. Un volo di 9-10 metri, uno schianto, un boato sinistro e terrificante. Il pulmino si conficca come una lancia nel corridoio tra il terrapieno e il solarium del ristorante ‘Gemma’, un piccolo corridioio che conduce a una spiaggia libera, in quel momento vuoto. Se fosse caduto tre metri oltre, sarebbe stata una tragedia di ben altre dimensioni. "Il pullman ha sfondato la barriera ed è rotolato giù. Fortunatamente non ci sono stati feriti tra clienti, bagnanti e personale – dice Gemma, la titolare del ristorante e stabilimento -. Credo che sarebbe potuta essere una tragedia ben peggiore. Il mezzo avrebbe potuto rotolare fino al solarium, ma così non è stato". "Sono corso subito - dice il bagnino della spiaggia libera, Leonardo Rusciano - tutto è accaduto a 20-30 metri da me. C’è stato panico sulla spiaggia e si è alzato un polverone. La gente gridava, io ero al bar e come prima cosa ho pensato che qualcuno stesse annegando. Quel corridoio è sempre pieno di bambini di una colonia estiva che escono dalla spiaggia, è un miracolo che fosse vuoto, sarebbe stato una strage". Il bilancio è tuttavia drammatico.

Morto l’autista, 28 i feriti, tra cui un bagnino. Due feriti sono gravi e vengono trasferiti in elicottero a Napoli: un uomo all’ospedale del Mare e un bambino, che ha riportato fratture multiple, al pediatrico Santobono. Altri feriti vengono trasportati al ‘Capilupi’ di Capri, in attesa di trasferimento a Napoli. L’isola è sotto choc. Si intrecciano le domande sulla vetustà e l’efficienza della flotta: molto mezzi sono ’Euro 0’ e dovevano essere in pensione già dallo scorso anno. Perciò, qualcuno, tra residenti e sindacalisti, parla già di tragedia annunciata.