Assolta e liberata Ikram Nazih (nella foto), la ragazza italo-marocchina arrestata due mesi fa per blasfemia appena sbarcata all’aeroporto di Casablanca. Fondamentale il ruolo della Farnesina, del sottosegretario agli Esteri, Enzo Amendola volato in Marocco, e del sistema diplomatico italiano nel Paese nordafricano. La notizia è arrivata ieri pomeriggio. Prima la conferma sull’anticipo della prima udienza del processo di appello, inizialmente fissata per il 31 agosto prossimo, poi la grande sorpresa: la Corte d’Appello di Marrakech ha disposto annullamento del processo e soprattutto cancellato la condanna a 3 anni e mezzo e il pagamento della multa per la 23enne nata a Vimercate e residente in provincia di Bergamo: "Sono felice e sollevata per quanto successo. Adesso mi prenderò cura della mia famiglia, in particolare di mio padre che è stato piuttosto provato dall’intera vicenda", ha detto Nazih ad Amendola pochi minuti dopo essere uscita dal carcere di Rabat dove è rimasta reclusa dal 20 giugno scorso.