di Annamaria Lazzari È rivendita di giornali ma anche mini-market, sportello di servizi, con uno spruzzo di parafarmacia. E presto diventerà anche minuscolo regno per freschi e freschissimi. Quotidiana, la rete di edicole promossa dal gruppo MilanoCard, da quasi un anno ha rivoluzionato il modello di business del settore. Oltre a quotidiani e riviste ha allargato il giro di beni acquistabili, a partire dagli alimentari ma non solo, un po’ come succede nei chioschi parigini. Ha abbellito anche le strutture e offre intermediazione per servizi alla persona. A cambiare le regole del gioco è stato Edoardo Filippo Scarpellini, 30 anni, imprenditore da quando ne aveva 19: il primo chiosco griffato Quotidiana (società di cui è...

di Annamaria Lazzari

È rivendita di giornali ma anche mini-market, sportello di servizi, con uno spruzzo di parafarmacia. E presto diventerà anche minuscolo regno per freschi e freschissimi. Quotidiana, la rete di edicole promossa dal gruppo MilanoCard, da quasi un anno ha rivoluzionato il modello di business del settore. Oltre a quotidiani e riviste ha allargato il giro di beni acquistabili, a partire dagli alimentari ma non solo, un po’ come succede nei chioschi parigini.

Ha abbellito anche le strutture e offre intermediazione per servizi alla persona. A cambiare le regole del gioco è stato Edoardo Filippo Scarpellini, 30 anni, imprenditore da quando ne aveva 19: il primo chiosco griffato Quotidiana (società di cui è amministratore delegato) l’ha inaugurato l’11 dicembre dell’anno scorso in via Bocconi (vicino alla celebre università). I pessimisti non sono mancati, come racconterà lui medesimo, ma da "fanatico del reale" ha tenuto duro. E ora i risultati gli danno ragione. Il network tocca nel capoluogo lombardo quindici rivendite (altre sono a Torino e Roma), sette apriranno entro febbraio dell’anno prossimo. L’investimento iniziale di un milione di euro è salito a oltre 3 milioni. E a credere nella potenzialità delle care e vecchie edicole adesso c’è anche IGPDecaux, colosso della comunicazione esterna, che ha appena sottoscritto una partnership strategica.

Scarpellini, nella sua biografia si legge che è inventore della MilanoCard, prima carta per i servizi ai turisti, che ha preso in gestione la Cripta di San Sepolcro e altri luoghi milanesi della cultura e che ha lanciato il cinema sui tetti.

Da dove nasce la voglia di edicola?

"Sono un fanatico del mondo reale. Il digitale è stupendo ma è uno strumento, non un fine. Quotidiana nasce con l’obiettivo di far tornare le edicole ad essere un punto di riferimento per i quartieri. Per raggiugerlo è anzitutto necessario che i chioschi rimangano aperti. E per farli rimanere in piedi abbiamo trovato altre forme di ricavo: nelle nostre edicole è possibile acquistare il giornale ma anche farci la piccola spesa di tutti giorni. Il catalogo contempla oltre 320 referenze alimentari – come pane, latte e presto anche frutta fresca, verdura e piatti pronti – e ancora prodotti di parafarmacia, per la casa e la cura della persona, incluse le mascherine. In collaborazione con Spazio Aperto Servizi offriamo un punto di contatto per servizi alla persona come baby sitter, badanti, l’elettricista o il giardiniere. Ma il vero cuore pulsante del format sono i rapporti umani: ogni giorno a Quotidiana si rivolgono circa tremila persone che accogliamo con un sorriso".

Quanti sono i vostri dipendenti?

"Più di 30, fra 20 e 60 anni. Più dell’80% del nostro personale rientra nella categoria dei soggetti svantaggiati, selezionati insieme a enti del terzo settore per offrirgli un’opportunità di lavoro. Dopo un periodo di inserimento, il contratto diventa a tempo indeterminato".

Quanti le hanno creduto all’inizio?

"I profeti di sventura li ho sempre incrociati, sin dai tempi di Milano Card. Però ci sono anche enormi energie positive in questo Paese a cui si può attingere. Non nascondo che abbiamo incontrato una certa resistenza da parte della categoria delle edicole. Mi sono sentito dire: piuttosto moriamo ma da edicolanti puri. Io rispondo che non si tratta di morire ma di evolversi e di mettersi in gioco. Con questo format portiamo in edicola potenziali clienti in più anche per i giornali, persone che magari prima non ci avrebbero mai messo piede. Non ci immaginiamo noi soli di cambiare i numeri dell’editoria ma è certo che è più facile vendere le copie se le edicole non chiudono".