Giovanni Serafini ultima brutta notizia viene dalla casa farmaceutica americana Johnson&Johnson, che ha comunicato all’Ue di avere difficoltà a fornire i 55 milioni di dosi promesse. Motivo? Problemi nel reperimento dei componenti del vaccino. In linguaggio non diplomatico significa che prima si provvederà a servire il mercato Usa, per l’Ue si vedrà in seguito. Credevamo, come Europa, di essere...

Giovanni

Serafini

ultima brutta notizia viene dalla casa farmaceutica americana Johnson&Johnson, che ha comunicato all’Ue di avere difficoltà a fornire i 55 milioni di dosi promesse. Motivo? Problemi nel reperimento dei componenti del vaccino. In linguaggio non diplomatico significa che prima si provvederà a servire il mercato Usa, per l’Ue si vedrà in seguito. Credevamo, come Europa, di essere i migliori, i primi della classe, dobbiamo invece constatare che sul piano della pandemia ci stanno superando tutti. Rischiamo di essere davvero di essere il Vecchio Continente, non solo di nome ma anche di fatto. Di fronte, tra l’altro, alla più grande crisi globale dalla Seconda Guerra Mondiale. L’Europa ha scelto di presentarsi come unico negoziatore per i vaccini, tagliando fuori i singoli paesi, e così ha lasciato mano libera alla burocrazia asfissiante di Bruxelles e rischia un lento declino, senza riuscire a toccare palla sull’unico antidoto al virus. Ha messo sullo stesso piano paesi non comparabili: Italia e Polonia non hanno la stessa capacità di produzione farmaceutica. Ha anche adottato la strategia di spendere il meno possibile, il che non favorisce il committente: Israele, che ha pagato di più, è stata servita meglio e subito. Visto che noi europei non siamo produttori di vaccini, sarebbe stato meglio pensarci un po’ di più.

Nel frattempo permangono la ritrosia e il sospetto nei confronti del vaccino russo Sputnik, accolto con scetticismo dagli scienziati quando Putin l’annunciò, e distribuito oggi in 46 paesi per una popolazione che supera 1,2 miliardi di persone.

Merkel e Macron hanno affermato che "aldilà di considerazioni geo-politiche qualsiasi vaccino che risponda a condizioni di sicurezza ed efficacia è il benvenuto in Europa". Ma guarda caso la richiesta di registrazione depositata presso l’Agenzia europea del farmaco per validare il vaccino Sputnik sta registrando un ping pong estenuante.

L’eventuale via libera fra un anno, vista la carenza attuale, sarebbe una beffa.